Nuovo Canone Unico Patrimoniale: i chiarimenti del MEF

lentepubblica.it • 23 Dicembre 2020

nuovo-canone-unico-patrimoniale-chiarimentiArrivano ulteriori chiarimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul nuovo Canone Unico Patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria.


Il Mef, con la risoluzione n. 9/DF del 18 dicembre scorso, ha infatti fornito chiarimenti in merito alla possibilità di affidare disgiuntamente la gestione delle entrate riferite ai due presupposti del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (nuovo canone unico) in vigore dal 1° gennaio 2021.

Nuovo Canone Unico Patrimoniale: i chiarimenti del MEF

Il canone sostituisce, a partire dal 2021, per effetto dell’art. 1, comma 816 della legge di bilancio 2020:

  • la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP)
  • ed il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP)
  • l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA)
  • ed il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP)
  • infine il canone di cui all’art. 27, commi 7e 8, del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada).

Il canone è comunque comprensivo di qualunque canone ricognitorio o concessorio previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi.

Nel quesito sottoposto all’attenzione del Mef, un Comune riferisce di gestire direttamente la TOSAP e di aver invece affidato la gestione dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità e Diritti sulle Pubbliche Affissioni ad un soggetto esterno.

In ragione di tale situazione ha chiesto se, in considerazione della natura unitaria del prelievo di nuova introduzione, ancorché fondato su due presupposti distinti e alternativi, possa legittimamente adottare, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, un modello gestionale che tenga conto dei due distinti presupposti impositivi appena indicati.

La risposta al quesito

Il Mef, con la risoluzione n. 9/DF del 18 dicembre 2020, spiega perchè sia possibile mantenere una differenziazione nella scelta dell’affidamento della gestione delle entrate relative alle diverse componenti del canone.

Secondo il Ministero a prescindere dalla previsione di un canone unico, la legge consente comunque diindividuare con certezza il gettito derivante dalle diverse fattispecie collegate ai due presupposti.

L’esercizio di tale facoltà, pertanto, consente di mantenere la gestione separata delle due componenti del canone oppure di affidare, nel caso in cui il Comune svolge direttamente le attività relative a una delle componenti, l’intero canone al soggetto che gestisce il servizio concernente l’altra componente, se vengono ravvisate, come precisa il comma 846, condizioni più favorevoli per l’ente affidante.

A questo link potete consultare il testo completo del documento del MEF.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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vito
vito
28 Dicembre 2020 8:26

Sempre puntuali.