OCSE: stilati sette report sulla tassazione dei profitti per combattere l’evasione fiscale

lentepubblica.it • 29 Ottobre 2014

Una prima serie di misure in  sette report  e raccomandazioni su sette delle quindici azioni del piano BEPS. È questo in estrema sintesi il risultato del lavoro della Commissione per gli Affari Fiscali dell’Ocse (CFA) che il 16 settembre ha pubblicato una prima tranche degli interventi.

Il piano d’azione in 15 punti
Nel luglio 2013, l’OCSE ed i Paesi del G20, come noto, hanno approvato il piano d’azione in 15 punti contro l’erosione della base imponile ed il trasferimento dei profitti (Action plan on Base Erosion and Profit Shifting (meglio noto con l’acronimo BEPS) che dovrà essere completato entro il 2015. L’obiettivo del piano d’azione è di garantire che i profitti vengano tassati dove effettivamente le attività economiche che generano tali  profitti sono esercitate e dove il valore viene creato, cercando di contrastare quei comportamenti posti in essere dai  gruppi multinazionali che, sfruttando lacune ed asimmetrie normative, riescono ad allocare i profitti verso Paesi a bassa fiscalità o verso paradisi fiscali o comunque dove risulta loro più conveniente.

Il primo set di raccomandazioni
Le raccomandazioni pubblicate il 16 settembre, (deliverable), sebbene riflettano il consenso raggiunto sulle azioni da intraprendere, non sono ancora tuttavia da considerarsi formalmente definitive, in quanto il loro contenuto potrebbe subire modifiche come conseguenza della finalizzazione delle restanti otto azioni BEPS nel 2015, che con esse interagiscono

L’azione sul transfer pricing
In tema di transfer pricing le azioni rilevanti del piano su BEPS sono le azioni 8, 9 e 10 (“Assure that transfer pricing outcomes are in line with value creation”) rispettivamente incentrate sugli intangibili (action 8),  sui rischi ed il capitale (action 9) e su altre transazioni a rischio elevato (action 10) e l’azione  13  “Re-examine transfer pricing documentation” sulla documentazione dei prezzi di trasferimento. Più in dettaglio l’azione 8, che ha ad oggetto i beni immateriali (intangibles),  trattati nel capitolo sei delle Linee Guida OCSE sui prezzi di trasferimento ha l’obiettivo di:  fornire  una più precisa definizione di intangibles nell’ambito del transfer pricing, garantire che i profitti derivanti dal trasferimento ed utilizzo degli intangibili siano allocati laddove se ne crea o se incrementa il valore, sviluppare delle linee  guida e/o misure ad hoc per gli hard-to-value intangibles, aggiornare le linee guida sui  cost contribution arrangements.

L’erosione della base imponibile
L’azione 9 mira allo sviluppo di misure idonee a prevenire l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti tramite il trasferimento di rischi e/o l’allocazione di maggiore o minore capitale proprio a determinate entità di un gruppo.  In particolare l’azione in questione deve essere coordinata con l’azione 4 “Limit base erosion via interest deductions and other financial payments”.
L’azione 10 ha invece l’obiettivo di sviluppare apposite regole per evitare  l’erosione di base imponibile e lo spostamento di profitti tramite la costruzione di transazioni tra parti correlate che difficilmente o per nulla sarebbero realizzate tra operatori tra loro indipendenti in condizioni di libera concorrenza.  Ciò comporta  la necessità, secondo l’OCSE, di chiarire le circostanze  in cui le transazioni possono essere “ri-caratterizzate”,  chiarire l’applicazione dei metodi di determinazione dei prezzi di trasferimento ed in particolare del profit split, considerando la catena del valore a livello globale ed approfondire le problematiche concernenti le management fees e le spese di regia.
Infine con l’azione 13 si è ritenuto necessario rivedere ed aggiornare  le indicazioni sulla documentazione del transfer pricing, alla quale è dedicato il capitolo 5 delle linee guida OCSE sui prezzi di trasferimento, con l’obiettivo di accrescere il grado di trasparenza nei confronti delle amministrazioni fiscali delle politiche di pricing adottate dalle multinazionali.  In particolare tramite l’introduzione di un modello di report comune Paese per Paese (country-by-country reporting) si vuole rendere trasparente l’allocazione del reddito tra i vari membri nel gruppo multinazionale ed il versamento delle relative imposte insieme ad una serie di altre informazioni, tra cui le attività economiche esercitate da ogni singolo membro.

Il Report sui beni immateriali
Come anticipato, l’ explanatory statement che accompagna i sette report, chiarisce che il report pubblicato sui beni immateriali  (action 8)  include sezioni ancora tra parentesi che non possono essere finalizzate fintanto che non vengano completati anche i lavori sulle azioni 9 (Risks and capital) e 10 ( Other high-risk transactions).
Parallelamente anche l’attuazione del modello di report Paese per Paese, nell’ambito dell’azione 13, è subordinata al completamento dei lavori tra la fine dell’anno in corso ed entro il 2015 sulle modalità di presentazione delle informazioni alle amministrazioni fiscali e sulle modalità di  circolazione delle suddette informazioni tra amministrazione fiscali.

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Alessandro Denaro

 

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