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Circolare RGS sul pareggio finanziario dei Comuni: quali sono gli errori riscontrati?

lentepubblica.it • 23 Febbraio 2016

bilancioooLa Circolare RGS MEF n. 5/2016 in materia di pareggio di bilancio di cui art. 1 commi 709 e seguenti Legge 208/2010 contiene diversi errori nelle formule nell’allegato più importante, ovvero il prospetto da allegare al bilancio di cui comma 712, per quanto riguarda l’anno 2016.

 

In particolare:

 

– Nell’entrata rilevante non somma le lettere A e B relative al Fondo pluriennale vincolato e neppure le cita nella somma (H) ENTRATE FINALI VALIDE AI FINI DEI SALDI DI FINANZA PUBBLICA (H=C+D+E+F+G)

 

– Nella spesa corrente rilevante non somma il Fondo pluriennale vincolato, pur citandolo nella somma (I) Titolo 1 – Spese correnti valide ai fini dei saldi di finanza pubblica (I=I1+I2-I3-I4-I5-I6-I7)

 

– Nella differenza tra entrate rilevanti e spese rilevanti non somma Il Fondo pluriennale vincolato pur citandolo (O) SALDO TRA ENTRATE E SPESE FINALI VALIDE AI FINI DEI SALDI DI FINANZA PUBBLICA (O=A+B+H-N)

 

– Nel calcolo della spesa di parte capitale rilevante invece somma il fondo pluriennale vincolato (L) Titolo 2

 

– Spese in c/capitale valide ai fini dei saldi di finanza pubblica (L=L1+L2-L3-L4-L5-L6-L7-L8).

 

Sono urgenti correttivi da parte del MEF. Nel frattempo i Comuni provvederanno a modificare la formula nelle celle, visto che viceversa per l’anno 2016 la tabella allegata non rispecchia la norma e la Circolare stessa.

 

In economia il pareggio di bilancio è la condizione contabile di un ente economico che si verifica quando, nel corso di un anno, le uscite finanziarie sostenute eguagliano le entrate conseguite, evitando situazioni di deficit e conseguente ricorso all’indebitamento o alla monetizzazione.

 

Si parla di pareggio di bilancio “strutturale” quando dalle spese si escludono quelle a titolo di una tantum.

 

Nell’ambito della contabilità di Stato, il pareggio di bilancio comporta che l’ammontare delle spese pubbliche sostenute dallo Stato e dagli altri enti pubblici sia uguale alle entrate: lo Stato, in tal modo, evita di ricorrere all’indebitamento, ossia al deficit di bilancio pubblico. L’ammontare complessivo dei disavanzi pubblici accumulati ogni anno porta invece alla formazione del debito pubblico.

Fonte: ASFEL - Associazione Servizi Finanziari Enti Locali
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