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Ritiro del passaporto per chi evade il Fisco? L’esempio degli USA

lentepubblica.it • 15 Febbraio 2016

passaporto USAFrontiere chiuse per i forti evasori a stelle e strisce. I cittadini degli Stati Uniti che non pagano le imposte per somme oltre i 50mila dollari potrebbero presto vedersi revocato il  passaporto. Questo è il nuovo strumento “antievasione” a disposizione dell’Internal Revenue Agency, l’Agenzia delle Entrate Usa, in vigore dopo l’approvazione definitiva del Fast Act.

 

Il Fast Act – Nel mirino dell’amministrazione statunitense sono i contribuenti che evadono le tasse per una cifra superiore a 50mila dollari (compresi gli interessi e le sanzioni). A breve potrebbero vedersi negare o revocare la concessione del passaporto e quindi non solo il diritto di uscire fuori dai confini degli Stati Uniti, ma anche la possibilità di rientrare in patria. La revoca o il diniego del documento non comportano comunque la perdita della cittadinanza statunitense e nemmeno esentano gli evasori dal dovere di rimettersi in regola col Fisco.  Per capire meglio la portata del provvedimento, è bene ricordare che, in base alworldwide income, il reddito le persone fisiche fiscalmente residenti negli Stati Uniti è tassato qualunque sia la fonte e prodotto globalmente, in qualunque parte del mondo. Le nuove regole per contrastare l’evasione fiscale si trovano all’interno di un provvedimento di legge complesso e piuttosto articolato, Il Fast Act, dedicato principalmente alla gestione dei trasporti negli Stati Uniti (‘‘Fixing America’s Surface Transportation“), ma che riserva appunto alcuni passaggi fondamentali alla “revoca o al diniego del passaporto nel caso di alcune imposte non pagate”.

 

Per la Revenue Agency un nuovo strumento nella cassetta degli attrezzi –  Il Fast Act rafforza ancora di più il ruolo dell’Agenzia delle Entrate degli Stati Uniti che, come riportano diverse fonti di stampa, conferma l’intenzione di porre termine al programma di “amnistia fiscale” attualmente in campo.  Il potere dell’Internal Revenue Agency (in collaborazione con il Dipartimento di stato) di bloccare o revocare il passaporto agli evasori fiscali oltre i 50mila dollari apre nuove prospettive alla lotta all’evasione fiscale su scala internazionale, con uno strumento che potrebbe presto essere fatto proprio anche da altri stati. Gli orizzonti di chi non è in regola col fisco si fanno più ristretti.

 

Il meccanismo step by step – Il Dipartimento di Stato riceve dall’Internal Revenue Agency la segnalazione che un contribuente ha un debito di imposta consistente e superiore al tetto di 50mila dollari (cifra che il Fast Act stabilisce di aggiornare a partire dagli anni fiscali successivi al 2016 per tenere conto dell’andamento dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita) e poi blocca/revoca il passaporto o pone limiti precisi alla fruizione di questo documento.

 

Passaporto a senso unico  – Il forte evasore a stelle e strisce può andare incontro anche solo a una limitazione parziale – a senso unico – della validità del passaporto. L’Amministrazione Usa può cioè, prima della revoca vera e propria, circoscrivere validità di un passaporto già emesso ai soli viaggi di ritorno negli Stati Uniti, oppure emettere un nuovo documento che consenta solamente di rientrare negli Usa. L’applicazione del provvedimento presenta comunque alcune eccezioni, da valutare caso per caso: in caso di situazioni di particolare emergenza o per ragioni umanitarie l’amministrazione deli Stati Uniti può comunque concedere il passaporto agli evasori fiscali che rientrano nella tipologia descritta dal Fast Act.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Fabrizio Ortu
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