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Il Governo propone ai Comuni un patto organizzativo sulla fiscalità locale

lentepubblica.it • 8 Novembre 2014

“Ha ragione il presidente Fassino: il vero problema è quello dell’autonomia. Ai Comuni propongo un patto organizzativo, vi diamo degli obiettivi e poi voi fate come vi pare, purché siano conseguiti gli obiettivi assegnati. E’ evidente che poi ne risponderete di fronte ai cittadini”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando a conclusione della prima giornata dell’assemblea Anci.”Questo – ha aggiunto il premier – è il punto fondamentale: ti do l’obiettivo e tu raggiungi il risultato”.Renzi, nel suo intervento, ha cercato di placare le preoccupazioni espresse dalla platea dei sindaci soffermandosi innanzitutto sul tema della tassazione immobiliare: “Il governo è al lavoro per arrivare ad avere una sola tassa locale, chiamatela local tax, dal prossimo anno”, imposta che “dal 2016 arriverà precompilata a casa”. “E’ giusto – ha scandito il premier – che parte dell’addizionale Irpef passi allo Stato, e parte della tassazione immobiliare è giusto che resti ai Comuni”.

Il presidente del Consiglio ha ricordato che sul punto, oggetto di una serrata trattativa tecnica tra governo ed Anci, ci sono ancora problemi da risolvere: “Riguardano il modo di compensare la disparità di partenza che si registra quando l’addizionale Irpef viene trasferita allo Stato, senza tenere conto della situazione dei diversi Comuni”, ha spiegato.

Il premier si è poi soffermato sul tema patto di stabilità. “Non condivido i numeri complessivi, ma la questione del fondo per i crediti non esigibili non c’è perché la vuole lo Stato, ma perché i Comuni e l’Anci hanno chiesto che ci fosse come atto di serietà. Per questo – ha annunciato Renzi – proporremo mutui gratis per i Comuni che hanno la possibilità di fare nuovi investimenti.

Saranno mutui erogati – ha spiegato – fino a un tetto di 3 miliardi, in cui lo Stato si accollerà gli oneri attivi per i primi anni. Il patto di stabilità verrà così allentato dell’80 per cento e, se uno fa bene i conti, tutti possono fare tutto”.

Il capo del governo ha anche accennato ad alcune regole che potrebbero essere eliminate, allentando così i vincoli cui sono sottoposti i bilanci comunali: dai tetti alla spesa di personale, agli interessi passivi (3% delle entrate), fino all’eliminazione dell’obbligo di destinare al risanamento del debito pubblico il 10% degli introiti da alienazioni immobiliari.

Quanto poi alla questione delle spese giudiziarie, il premier ha rassicurato i sindaci che il ritardo di otto mesi del nuove regime, in vigore dal settembre 2015, non impatterà sulle casse dei Comuni.
Infine, da Renzi, che ha ricordato di partecipare alla sua sesta assemblea dell’associazione, un appello a tutti i sindaci: “Siamo bombardati dal messaggio che l’Italia non ce la farà ma ho imparato da sindaco che l’atteggiamento rassegnato, triste, è la cosa peggiore che possa capitare. Ricordatevi che non abbiamo una responsabilità solo verso il bilancio dello Stato ma se facciamo la nostra parte l’Italia tornerà a correre ed essere un faro di civiltà, non l’ultima ruota del carro”.

“Siamo in un momento in cui la politica sembra parolaccia e quello che facciamo a Bruxelles come a Roma, quello che cerchiamo di fare è dire con forza che la politica è una cosa seria, il che non vuol dire aprire il tavolo di confronto, ma portare speranza nel cuore della nostra gente”, ha concluso il premier.

FONTE: ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani

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