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Per la Iuc 200mila aliquote

lentepubblica.it • 10 Giugno 2014

Fisco e immobili. «Fantasia» scatenata sulle detrazioni, impossibili da gestire con gli applicativi software

La nuova Iuc punta con decisione verso le 200mila aliquote; alle 104mila già totalizzate l’anno scorso dall’ Imu , infatti, la Tasi aggiungerà circa 95mila parametri diversi, stracciando d’un colpo il record del 2013. Tranquilli, però: quota 200mila sarà raggiunta solo nella seconda metà dell’anno, quando si completerà il puzzle delle decisioni comunali sul nuovo tributo che oggi mostra ancora parecchie tessere mancanti. Le delibere della Tasi approvate in tempo per l’acconto del 16 giugno riguardano infatti poco meno di 2.200 Comuni, e riportano “solo” 27mila aliquote.

I numeri sono stati messi in fila dalle analisi di Itworking, società del sistema Assosoftware che analizza il sistema impositivo immobiliare: in media, i Comuni che hanno già deliberato presentano tra le 11 e le 12 aliquote diverse ciascuno, e dal momento che la platea è molto ampia è logico presupporre che anche le amministrazioni locali oggi mancanti all’appello si comporteranno allo stesso modo: arriveranno da qui, a regime, le oltre 95mila aliquote che comporranno a fine anno l’arcipelago della Tasi.

Impossibile, per i sistemi gestionali e di conseguenza per i professionisti che li utilizzano, destreggiarsi in questo caleidoscopio di criteri. «Dal punto di vista tecnico – spiega Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware – sarebbe stato sufficiente per il legislatore fissare casistiche precise, senza lasciare mano libera alla fantasia dei Comuni che rende impossibile automatizzare dal punto di vista informatico la gestione delle detrazioni». Anche per questo i professionisti continuano a bocciare la prima prova della Iuc al debutto: «Non è più tollerabile – spiega il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Roma – che il contribuente che voglia adempiere puntualmente alle sue obbligazioni tributarie debba conoscere l’importo delle imposte dovute solo il giorno prima, se non addirittura lo stesso giorno della scadenza». La parola d’ordine dei commercialisti di Roma, che in sintesi chiedono «più rispetto dei diritti dei contribuenti e condizioni di lavoro più umane per la categoria», sono identiche a quelle lanciate, sempre ieri, dai loro colleghi milanesi: «Chiediamo un preciso segnale di svolta – spiega Alessandro Solidoro, presidente dell’Ordine di Milano – proprio a partire dalla “infernale” scadenza della Iuc, perché i diversi termini di pagamento previsti oggi creano ingiustificate differenziazioni nel trattamento dei contribuenti, e a questo si aggiunge il disagio dei commercialisti obbligati a una ricerca affannosa, per singolo immobile di ciascun cliente, sull’esistenza della delibera del Comune e sulle modalità di regolamentazione concreta di detrazioni e agevolazioni».

Proprio sulle detrazioni si scatena al massimo la fantasia amministrativa soprattutto nel capitolo dedicato alle detrazioni per l’abitazione principale.
Nei Comuni che hanno già approvato le proprie delibere, le detrazioni sono 3.996, ma con lo stesso criterio usato sopra si può stimare in oltre 14.300 la cifra finale degli sconti. Più del numero, però, è la complessità dei meccanismi a vanificare qualsiasi tentativo di gestione “ordinaria” dei pagamenti.

A volte, l’architettura delle detrazioni è stata complicata da ottime intenzioni, a partire da quella di tradurre in pratica la “promessa normativa” in base alla quale nessuna abitazione principale si dovesse veder recapitare un conto Tasi più pesante di quello dell’ Imu 2012. All’atto pratico, però, questo obiettivo ha prodotto meccanismi come la “formula di Ferrara” (il calcolo della detrazione si effettua così: euro 200 – (rendita castatale x 0,1176) + 5 euro) o come gli sconti parametrati su 23 scaglioni di rendita catastale presenti a Bologna. Altre volte, però, più di una strategia generale sembra un’attenzione eccessiva a casi specifici ad animare le decisioni locali.
Compaiono così gli sconti per «nucleo familiare con unico componente, pensionato anziano o invalido residente nel comune, di età non inferiore a 60 anni o con invalidità non inferiore a 74%, proprietario di una sola abitazione con reddito da pensione» alla detrazione “per area discarica”, senza dimenticare le «vedove con pensione di reversibilità». Inevitabile che in centinaia di casi una specifica detrazione compaia in un solo Comune.

FONTE: Ifel – Fondazione Anci

iuc

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