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Primi risultati della spending review nella sanità per la Regione Lazio

lentepubblica.it • 4 Giugno 2014

Nel 2013 mediante la rinegoziazione dei contratti in corso relativi alla fornitura di beni e servizi, il sistema sanitario regionale del Lazio ha risparmiato oltre 57 milioni di euro.
La normativa prevedeva che si applicasse sugli importi dei singoli contratti un abbattimento del 5%, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge e per tutta la durata del contratto. In base al rilevamento effettuato dalla Regione,  Asl, Ospedali, Policlinici Universitari, Irccs e Ares 118, hanno applicato la norma aggredendo una spesa di oltre un miliardo di euro, e mantenendo i servizi per i cittadini.
I risultati conseguiti nel 2014 costituiscono il punto di partenza per ulteriori interventi di revisione della spesa sanitaria che ha come obiettivo finale la razionalizzazione dei costi e l’efficientamento dei servizi per i cittadini.
Sono stati rinegoziati contratti di pulizia, mensa e lavanderia ma anche di manutenzione apparecchiature sanitarie, canoni di noleggio, riparazione automezzi, manutenzione sistemi informatici, consulenze, canoni leasing, lavoro interinale, smaltimento rifiuti sanitari.
Inoltre, sono stati conseguiti notevoli risparmi sui materiali di guardaroba (circa 69mila euro); sui contratti d’acquisto di reagenti (135 mila euro); sull’acquisto di protesi (371 mila); sui servizi di trasporto sanitario da privato (altri 370); sull’acquisto di pellicole radiografiche (346mila); dalla riparazione degli automezzi di servizio (375mila euro); circa 2 milioni provengono dallo smaltimento dei rifiuti sanitari; oltre 1milione e 100mila euro dalla riparazione e manutenzione delle attrezzature sanitarie, scientifiche e altri macchinari; circa 400mila euro sono derivati dalla rinegoziazione di contratti per la fornitura di dispositivi medici monouso.
I maggiori risparmi si sono registrati all’Umberto I che ha tagliato costi per un importo superiore agli 8 milioni; a seguire la ASL Roma E con 7 milioni e 579 mila euro e la ASL Roma C che tagliato la spesa non produttiva di circa 5 milioni di euro. Altri sei milioni provengono delle Aziende che hanno ottenuto una riduzione superiore ai 3 milioni (S. Andrea, Ifo, S. Filippo, S. Giovanni, Asl Viterbo e Castelli). La ASL Roma B ha superato i 2 milioni; invece sei aziende e cioè la Roma A, la D (Ostia), la F (Civitavecchia), la G (Tivoli, Rieti e Frosinone) hanno superato il milione di euro.
Infine, la Asl di Latina ha prodotto 836mila euro di risparmi, seguita dall’Ares 118 – azienda speciale che si occupa d’emergenza – e lo Spallanzani che nel 2013 ha tagliato costi per 442mila euro.

FONTE: www.innovatoripa.it

AUTORE: Rita Pastore

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