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Quali sono le problematiche ancora aperte per i Comuni?

lentepubblica.it • 10 Febbraio 2016

consiglieri comunali“C’è stata una ottima interlocuzione con il Governo e siamo riusciti a soddisfare alcune richieste storiche dei Comuni. Questo continuo cambio di regimi normativi sulle tasse immobiliari (Ici, Imu, Tasi) rischia però di creare un serio problema quanto alle compensazioni per Comuni. Siamo quindi felici per la riduzione della pressione fiscale sui cittadini ma non neghiamo una certa preoccupazione per il rischio di un ritorno alla finanza derivata”. Così il segretario generale Anci, Veronica Nicotra, parlando nel corso della giornata di informazione e ascolto sulla Legge di Stabilità, organizzata a Cagliari da Anci, Ifel e Anci Sardegna con la collaborazione del Gruppo24Ore. “Traguardo storico” per Nicotra è stato il superamento del Patto di stabilità “che riconsegna ai Comuni una certa autonomia di manovra, liberando risorse e investimenti, così come “la contrattazione con il governo – ha rimarcato – ci ha consentito, finalmente, di non avere ulteriori tagli per il comparto”.

 

Resta tuttavia “critica”, per il segretario generale Anci, “la parte normativa sulle assunzioni di nuovo personale. Noi abbiamo chiesto – ha detto – una percentuale di turn over pari all’80%, ne è stato riconosciuto solo il 25%. Noi insisteremo per una modifica tale da garantire maggiore flessibilità almeno in quei settori dei Comuni che attengono ai diritti essenziali. Speriamo che i decreti attuativi vengano emanati in tempi brevi”. All’intervento di Nicotra è seguito quello del sindaco di Cagliari Massimo Zedda che da parte sua ha ricordato come “in questi ultimi 10 anni pareva esserci un disegno volto contro i Sindaci e l’importanza del ruolo svolto dalle Amministrazioni comunali. Vorrei ricordare che solo il 25 % dell’indebitamento totale dello Stato è imputabile alle Amministrazioni comunali; il 7% della spesa totale dello Stato è in capo ai Comuni. Vorrei anche sottolineare che sono i sindaci i veri promotori dello sviluppo economico e produttivo. Lo sviluppo del Paese parte dal sistema dei Comuni, a seconda della vocazione dei territori”. “Oggi – ha aggiunto Zedda – abbiamo una dotazione di personale minima diversamente giovane che non è in grado di soddisfare le crescenti richieste di privati e cittadini, le richieste crescono, il personale diminuisce. I Comuni dovrebbero poter assumere in base al proprio fabbisogno – ha concluso – ma  questo aspetto è costantemente sottovalutato”.

 

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Anci Sardegna, Pier Sandro Scano che ha evidenziato il lavoro Anci, passato “da un attento ascolto dei territori e anche questa legge di Stabilità in parte lo conferma. Si chiude una fase difficile per gli enti locali, gli anni dal 2008 al 2014 hanno rappresentato una fase terribile fatta di pesanti tagli alle casse e uno svuotamento del ruolo dei Comuni. Ora siamo entrati in una fase delicata in cui temi finanziari si legano al tema del riordino degli enti locali con una profonda revisione della legge Delrio. In Sardegna abbiamo conquistato un importante traguardo grazie alla previsione – inserita nella legge di riordino degli enti locali sarda licenziata la scorsa settimana – del coinvolgimento della Conferenza Permanente Regione-Enti locali per ogni passaggio normativo di interesse locale. Sulla legge finanziaria abbiamo difeso e siamo riusciti a salvaguardare il Fondo Unico che non verrà intaccato. Ci sono ancora diverse criticità, pensiamo al taglio di 30 milioni sul welfare. Per le politiche sociali si pone sia la questione del taglio di 30 milioni, sia una questione di impostazione di politiche regionali che appaiono piuttosto confuse”.

 

Anche per il direttore di Anci Sardegna, Umberto Oppus “il quadro 2016 è sicuramente migliorato rispetto al passato per il doppio risultato: fine dei tagli alla finanza locale e superamento del patto di stabilità. Restano comunque partite aperte come hanno dimostrato i dati illustrati: il contributo dei Comuni Sardi alla finanza pubblica ha visto una media certificata di 171 euro pro capite nei Comuni Sardi contro i 105 dei Comuni del Meridione (tra tagli ai trasferimenti ed effetti sulla finanza locale). E’ evidente una sperequazione che ha penalizzato non poco gli Enti Locali della Sardegna. Dati su cui riflettere”. L’intervento del direttore dell’Ifel, Pierciro Galeone, si è concentrato sull’impegno della Fondazione a sostegno dei Comuni svolto anche attraverso il rapporto con le Anci regionali ed ha ricordato la possibilità di accedere ad un nuovo servizio di consultazione on line al Quotidiano degli Enti Locali edito da Anci ed Ifel mentre del lato tecnico della manovra hanno parlato Giuseppe Ferraina, del dipartimento finanza locale Anci-Ifel e Agostino Bultrini, responsabile del Personale e delle relazioni sindacali Anci. Consulta tutti i documenti utili sulla Legge di Stabilità

Fonte: ASFEL - Associazione Servizi Finanziari Enti Locali
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