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PA: procedimenti disciplinari più severi contro assenteisti?

lentepubblica.it • 30 Novembre 2015

contratti, dipendenti, stataliL’esecutivo lavora ad una stretta per rendere più semplice il licenziamento degli statali assenteisti seriali, quelli per esempio che si ammalano ogni lunedì mattina, o quelli che un determinato giorno dell’anno disertano in massa con giustificazioni varie, come era accaduto lo scorso 31 dicembre per i vigili di Roma. Lo ha indicato ieri il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, a margine di un convegno dell’Università di Modena e di Reggio Emilia.

 

In tema «di procedimenti disciplinari nel testo unico sul pubblico impiego», ha spiegato il ministro, «noi abbiamo un focus specifico sulle assenze particolari, le assenze reiterate, le assenze di massa», in modo che, ha sottolineato, «le norme, che già ci sono anche nel nostro ordinamento, siano norme non teoriche ma che si concretizzano se il dipendente sbaglia». Tra i criteri della Legga delega sulla Pa che spetterà ai decreti attuativi tradurre in norme precettive, il governo ha fatto inserire un emendamento sull’introduzione “di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto l’esercizio dell’azione disciplinare“. L’obiettivo delle modifiche volute dal governo, dunque, è quello di rendere più facili sia ilicenziamenti disciplinari che quelli per scarso rendimento (per i quali oggi si prevedono valutazioni e giudizi di inefficienza per almeno due anni).
L’altro punto al quale lavora il ministero della Funzione pubblica, è la semplificazione del procedimento disciplinare. Nella pubblica amministrazione «licenziare è già possibile, visto che su 6 mila procedimenti, un quarto si è chiuso con una sanzione grave come licenziamento o sospensione, noi adesso inseriamo un criterio di delega che vuole rafforzare la normativa, in modo che non ci siano piu’ blocchi al procedimento disciplinare», ha commentato il ministro Marianna Madia.

 

Di pari passo con la certezza dei tempi sui provvedimenti disciplinari, arriverà la stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici per malattia. Nella Delega si riorganizzeranno i controlli affidandoli all’Inps (oggi li effettua l’Asl), istituto al quale dovranno quindi essere trasferiti fondi attualmente versati alle regioni. Il decreto sul lavoro pubblico arriverà però non prima della prossima primavera. Mentre saranno approvati entro dicembre una decina di deleghe, di contenuto meno sensibile. Si tratta del decreto sblocca burocrazia, che taglierà del 50% i tempi di autorizzazione per le opere strategiche. La riforma delle partecipate pubbliche, che saranno ridotte da 8 mila a meno di 3 mila. La riforma dei servizi locali, il codice dell’amministrazione digitale con l’arrivo del Pin unico per il cittadino. E poi il taglio delle Camere di commercio, l’accorpamento della Guardia forestale nel corpo dei Carabinieri, il decreto per rendere trasparenti tutti gli atti della pubblica amministrazione, la semplificazione della conferenza dei servizi, il provvedimento sui porti e un testo sulla dirigenza medica.

 

Altra novità riguarda i dirigenti: una proposta di modifica ad hoc fissa «il superamento degli automatismi nel percorso di carriera e la costruzione dello stesso in funzione degli esiti della valutazione». I curricula dei dirigenti saranno monitorati in una banca dati che sarà gestita dalla Funzione pubblica. In questo data base i manager pubblici dell’era del ruolo unico dovranno rendere pubblico il proprio profilo professionale e gli esiti della valutazione ricevuta per ciascun incarico.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Paolo D'Amato
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