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Proroga Tasi. Il parere di alcuni sindaci sulla proroga

lentepubblica.it • 20 Maggio 2014

Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci: “Da Governo condivisioen della scelta più ragionevole”

‘’Secondo il parere dell’ANCI era questa la soluzione piu’ ragionevole e immediatamente applicabile. Non possiamo che accogliere con soddisfazione la decisione del Governo di condividerla’’. Cosi’ il presidente dell’ANCI, Piero Fassino, commenta la decisione sulla Tasi comunicata questa sera dall’Esecutivo, secondo la quale ‘’nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote, la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi e’ prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno’’.
‘’La soluzione alla quale siamo riusciti ad arrivare questa sera – prosegue Fassino – assicura al contempo di non dover subire inutili rinvii e deficit di liquidita’ a quei Comuni che avevano gia’ deliberato le aliquote, e di non penalizzare pesantemente le altre amministrazioni, che anche in considerazione dell’imminente tornata elettorale avranno tempo fino a luglio per le delibere. Tutto questo, unito all’anticipo di liquidita’ dello Stato per quei Comuni che incasseranno la Tasi solo a settembre, garantisce sia la possibilita’ di programmazione degli enti locali che il diritto dei contribuenti di conoscere in modo chiaro gli adempimenti a cui provvedere’’.
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Orsoni, sindaco di Venezia: “Continuai cambiamenti ordinamentali tolgono certezze”
“In linea di principio io sono sempre contrario ai rinvii di qualsiasi genere, anche perché non riscuotere la prima rata della Tasi significa mettere in difficoltà i comuni che avranno meno liquidità. Ma in questo caso c’era un problema oggettivo per i comuni che andranno al voto, ma questa una è una loro colpa, visto che debbono cambiare l’impostazione dei propri bilanci praticamente ogni mese”. Lo ha detto all’Ansa il sindaco di Venezia e delegato Anci per le città metropolitane, Giorgio Orsoni, commentando le decisioni assunte dal governo sulla prima rata della Tasi.
“Finora – aggiunge – il comparto degli enti locali è stato massacrato, non tanto per i tagli quanto per i cambiamenti ordinamentali, togliendo certezze ai sindaci. Insomma 32 mutamenti nel quadro fiscale degli enti locali è davvero troppo e rende tutto ingestibile”.
In questo modo, spiega Orsoni, “nessun sindaco può programmare: il bilancio, ce lo insegnano i giuristi, non è nient’altro che un programma che ha bisogno di un suo respiro. La colpa non è di  questo governo ma in senso lato del governo, o almeno di quelli che finora si sono succeduti. E – ripete – non certo dei Comuni”.
Sul costo della Tasi, il sindaco di Venezia rileva: “credo che questo vada verificato caso per caso, analizzando le aliquote precedenti. Però si continua a fare confusione, perché mettere insieme Imu e Tasi è come sommare le mele con le pere”.
“Possiamo fare un ragionamento sui servizi indivisibili e divisibili. Credo – sottolinea – che se i comuni debbano finanziarsi con l’imposizione fondiaria allora gli va data tutta la possibilità di farlo, anche perché il cittadino deve sapere se il suo comune si finanzia con una rendita sugli immobili o se in parte con trasferimenti dallo Stato”.
“Per questo – conclude – mi sembrerebbe opportuno che tutta l’Imu vada ai comuni, anche la
quota che trattiene lo Stato. Poi basta con i trasferimenti e la finanza derivata, i comuni debbono avere le proprie entrate tributarie”.
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Boccali, sindaco di perugia: “Impasse prevedibile, ma rinvio è scelta obbligata”
“E’ stata una scelta quasi obbligata, basta guardare i numeri; tuttavia credo anche che tutta la vicenda del pagamento della prima rata della Tasi fosse ampiamente prevedibile”. Lo afferma all’Ansa il sindaco di Perugia e delegato Anci alla Protezione civile Vladimiro Boccali, impegnato in questi giorni in campagna elettorale per la riconquista del massimo scranno del capoluogo umbro.
“Mi sembra che un po’ di confusione ci sia stata, ma ora – avverte, accendendo i riflettori su uno scenario già noto – mi spaventa il nuovo taglio di risorse ai Comuni, vale a dire i 350 milioni su cui il presidente dell’Anci, Fassino, ha recentemente lanciato l’allarme, ipotesi che se venisse confermata renderebbe davvero difficile il compito di tutti i primi cittadini. Non sappiamo più come dirlo – conclude Boccali – ma tutti i governi hanno prodotto tagli con la spending e non vorremmo che lo facesse anche il governo Renzi”.
FONTE: Anci
Enti-Locali

 

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