Rapporto sulla stabilità finanziaria

lentepubblica.it • 14 Maggio 2014

La crescita mondiale prosegue a ritmi moderati e diseguali tra aree – Prosegue la moderata crescita dell’economia mondiale, con ritmi diversi tra le principali aree. In Europa la ripresa ha riguardato anche i paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano. In alcune economie emergenti con squilibri strutturali la crescita ha rallentato e si sono registrati deflussi di capitali.

In Europa migliorano le condizioni finanziarie dei paesi più colpiti dalla crisi del debito sovrano… Le condizioni finanziarie nell’area dell’euro sono migliorate negli ultimi mesi. Il calo degli spread sui titoli di Stato, accentuato dall’autunno del 2013, è soprattutto associato al superamento dei timori di disgregazione della moneta unica. Quest’ultimo è riconducibile ai segnali di ripresa economica, all’azione di consolidamento fiscale e all’attuazione di riforme in diversi paesi, nonché all’azione dell’Eurosistema e ai progressi del progetto di Unione bancaria.

…ma i rischi rimangono rilevanti – Restano rischi rilevanti, soprattutto con riferimento all’evoluzione del quadro macroeconomico. Conseguenze negative per la crescita e per la stabilità finanziaria nell’area dell’euro potrebbero provenire da un rallentamento delle economie emergenti più accentuato del previsto o da un periodo di bassa inflazione più prolungato delle attese. Incertezze derivano inoltre dalle tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo, in particolare dalla crisi tra Russia e Ucraina. Si è invece attenuato, senza venir meno, il rischio che l’orientamento meno accomodante della politica monetaria negli Stati Uniti possa indurre un rialzo dei tassi di interesse a medio e a lungo termine anche nell’area dell’euro.

In Italia prosegue il lento miglioramento del quadro macroeconomico – In Italia la ripresa ciclica si va estendendo ma resta fragile. Prosegue la fase di debolezza del mercato immobiliare. I prezzi delle abitazioni sono ancora in diminuzione; si è arrestata la discesa di quelli degli immobili non residenziali. Sono aumentati gli investimenti di portafoglio esteri in Italia, in titoli sia pubblici sia privati. I tassi di interesse sono diminuiti su tutte le scadenze.

Le condizioni finanziarie delle famiglie sono solide… Nel 2013 le famiglie hanno registrato una flessione del reddito disponibile inferiore all’anno precedente; si è avuto un calo dell’indebitamento e una ripresa degli investimenti in attività finanziarie. I bassi tassi di interesse e le misure a sostegno dei mutuatari hanno contribuito a contenere la vulnerabilità delle famiglie indebitate. La quota di nuclei familiari finanziariamente fragili aumenterebbe in misura solo modesta anche in scenari macroeconomici avversi.

…ma quelle delle imprese restano difficili – Benché emergano segnali positivi, le condizioni finanziarie delle imprese sono ancora deboli. Alcune aziende di grande dimensione hanno sostituito con obbligazioni parte dei loro debiti verso le banche; per quelle di minore dimensione le difficoltà di accesso al credito, i bassi livelli di liquidità e le incertezze che ancora caratterizzano la ripresa ciclica restano le maggiori fonti di rischio nei prossimi mesi.

È in corso il comprehensive assessment – È in corso l’esercizio di valutazione complessiva (comprehensive assessment) delle maggiori banche dell’area dell’euro. L’esercizio, al quale partecipano 15 intermediari italiani, consentirà un confronto su basi omogenee dei bilanci bancari nei diversi paesi, contribuendo a ridurre ulteriormente la segmentazione dei mercati finanziari.

Migliorano le valutazioni dei mercati sulle banche italiane – Nei primi mesi dell’anno in corso le valutazioni dei mercati sulle banche italiane sono migliorate notevolmente, avvicinandosi a quelle degli intermediari degli altri principali paesi dell’area.

Si attenua la contrazione del credito – All’inizio del 2014 la contrazione del credito bancario si è lievemente ridotta. Le indagini qualitative condotte presso gli intermediari rilevano criteri di offerta più favorevoli per i prestiti alle famiglie; le condizioni di accesso al credito per le imprese, seppur in lieve miglioramento, rimangono restrittive.

Rallenta il deterioramento della qualità dei prestiti – Il deterioramento della qualità del credito si è attenuato. Il flusso di nuove sofferenze sul complesso dei prestiti è rimasto stabile nell’ultimo trimestre del 2013; dati preliminari indicano che sarebbe diminuito nei primi tre mesi di quest’anno. Le consistenze dei prestiti deteriorati continuano tuttavia ad aumentare.

Le rettifiche di valore abbattono la redditività, ma consentono un significativo aumento dei tassi di copertura – Le ingenti rettifiche di valore su prestiti contabilizzate dagli intermediari alla fine del 2013 hanno assorbito interamente la redditività operativa, ma hanno consentito un significativo aumento dei tassi di copertura. Questi sviluppi, accolti favorevolmente dagli investitori, possono contribuire a riavviare il mercato dei crediti deteriorati. Alcuni grandi intermediari hanno annunciato iniziative miranti a ottimizzare la gestione di questi crediti. Prosegue la flessione dei costi operativi delle banche, alla quale contribuisce la razionalizzazione della rete delle filiali.

Le banche riducono l’esposizione in titoli pubblici – Dalla seconda metà del 2013 le banche hanno ridotto la consistenza di titoli pubblici in portafoglio.

Il funding gap si riduce e prosegue il rimborso dei finanziamenti dell’Eurosistema – Il funding gap si riduce, riportandosi sui valori registrati alla metà dello scorso decennio. Prosegue, seppur in misura diseguale tra intermediari, il rimborso dei finanziamenti dell’Eurosistema. Gli intermediari di maggiore dimensione hanno accresciuto i collocamenti obbligazionari sui mercati internazionali, dove le emissioni nette sono tornate positive.

Diverse banche hanno annunciato aumenti di capitale – Sulla posizione patrimoniale delle banche italiane hanno inciso le ingenti rettifiche di valore contabilizzate alla fine del 2013; aumenti di capitale – per circa 10 miliardi complessivi – sono stati intrapresi da diversi intermediari. La leva finanziaria resta inferiore a quella delle altre banche europee.

I rischi del settore assicurativo sono contenuti – Per le compagnie assicurative i rischi derivanti dal prolungato periodo di bassi tassi di interesse restano contenuti, anche grazie a politiche prudenti in materia di rendimenti garantiti. I rischi principali per il settore assicurativo sono connessi con l’incertezza della ripresa economica. La solidità delle principali compagnie è in corso di valutazione da parte dell’autorità europea di settore.

Sono più distese le condizioni di liquidità sui mercati finanziari – Le condizioni di liquidità dei mercati finanziari italiani sono ulteriormente migliorate. L’indicatore di rischio sistemico di liquidità si colloca attorno ai valori minimi, riflettendo l’aumento degli scambi sul mercato secondario dei titoli di Stato.

Scarica il rapporto completo: rapporto_stabilita_finanziaria

FONTE: Banca d’Italia

bancaitalia

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