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Rapporto UIL: in evidenza tutte le destinazioni del gettito TASI, una trasparenza a chiazze

lentepubblica.it • 8 Settembre 2014

La TASI: la tassa sui servizi indivisibili non è chiamata così per caso. Essa è destinata a finanziare i
servizi indivisibili dei Comuni (polizia locale, illuminazione, anagrafe, ecc.). La Legge 147 del 2013
(Legge di Stabilità), che ha istituito la TASI, all’art.1 comma 682 ha disposto che i Comuni con
proprio Regolamento dovevano determinare non soltanto le aliquote, le detrazioni, esenzioni, ecc.
ma anche “l’individuazione dei servizi indivisibili e    l’indicazione analitica, per ciascuno di tali
servizi, dei relativi costi alla  cui copertura la TASI e’ diretta”.

Una previsione questa orientata verso quei criteri di trasparenza  e di responsabilità che sono alla
base del concetto del federalismo fiscale (vedo, pago e voto).

Trasparenza e responsabilità che è dettata ancor di più in questo caso dopo il tormentone sull’IMU
e l’introduzione della nuova tassa sulla casa.

Un modo questo che consente ai cittadini di poter giudicare se quanto pagato (tanto o poco),
corrisponde ad un livello dei servizi adeguato.

Ma come i Comuni hanno o stanno adottando questo principio di trasparenza?
A capirlo ci ha aiutato la UIL Servizio Politiche Territoriali che ha spulciato i Regolamenti e le
delibere delle aliquote TASI di 8 grandi Città (Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Venezia,
Firenze e Napoli).

Certo che per i cittadini districarsi tra delibere Regolamenti comunali risulta molto difficile dal
momento che ogni Città ha fatto un po’ a modo suo: chi come Roma nella delibera delle aliquote
elencando il gettito TASI e i relativi importi da destinasi a 8 Servizi, ma non il costo complessivo di
essi; chi come Milano, Torino e Genova elencando, invece il costo totale dei servizi a cui il gettito
TASI è destinato, ma non il gettito TASI; chi come Bologna e Firenze rinviando l’individuazione agli
allegati al Bilancio; chi come Venezia che si limita ad un elenco di servizi e costi ma tratto
dall’assestamento del Bilancio del 2013; chi come Napoli che individua soltanto i servizi ma non il
costo né tantomeno il gettito.

In ogni caso il gettito TASI da una prima proiezione della UIL Servizio Politiche Territoriali concorre
al cofinanziamento dei servizi indivisibili dei Comuni per circa il 38% del costo di essi destinato a
finanziare una miriade di servizi: dalla gestione delle fontanelle alla polizia locale, dall’ambiente ai
trasporti, dall’anagrafe ai servizi sociali, dalla protezione civile agli organi istituzionali.

A Roma il 48,6% del gettito della TASI cofinanzierà la mobilità  il trasporto; il 31,3% i servizi socio
assistenziali e il 7,5% la manutenzione stradale, il verde pubblico e l’illuminazione. A Milano il
46,9% del gettito TASI è destinato all’ordine e sicurezza pubblica (polizia locale e amministrativa,
sistema integrato di sicurezza urbana); il 34,9%    destinato ai trasporto e diritto alla mobilità; il
9,8% alla tutela dell’ambiente. A Torino il 52,2% del gettito TASI finanzierà la polizia municipale; il
13% l’illuminazione pubblica; il 9,2% infrastrutture e mobilità. A Firenze il 35% del gettito TASI è
destinato ai servizi socio assistenziali; il 32,5% la sicurezza urbana (polizia locale e protezione
civile); il 20% la tutela dell’ambiente. A Bologna il 29,3% della TASI cofinanzierà l’ordine pubblico e
la sicurezza; il 21,6% i trasporti e il diritto alla mobilità; il 10,8% la tutela dell’ambiente; il 6,9% i
servizi istituzionali. A Genova il 18,2% è destinato all’ordine pubblico e sicurezza; il 18,1% al
provveditorato; il 12,8% la tutela dell’ambiente.

 

Consulta il rapporto completo dell’UIL: Rapporto completo UIL sul gettito TASI

 

FONTE: UIL – Unione Italiana del Lavoro

AUTORE: Guglielmo Loy

 

UIL

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