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Enti Locali, balletto IMU: 85% dei Comuni ha cambiato regole in corsa

lentepubblica.it • 23 Ottobre 2014

A Venezia l’Imu sulle seconde case scende dal 10,6 all’8,1 per mille, ma solo per lasciar spazio alla Tasi che porta il conto totale all’u per mille, quindi più in alto dell’anno scorso; lo stesso accade alle abitazioni principali «di lusso», che vedono ridursi l’Imu dal 4 per mille del 2013 al 3,5 per mille di ora, ma vengono caricate anche di un 2,9 per mille di Ta-si. A Napoli invece sono «le notorie difficoltà finanziarie del Comune», come avverte la delibera, a spingere al massimo l’imposta municipale sulle abitazioni principali di lusso, ma arrivano sconti per i canoni concordati. Altri esempi di cambi di regole in corsa anche in altre città d’Italia.

Saliscendi anche a Bologna, dove sale la richiesta Imu per abitazioni principali di lusso e case di anziani lungodegenti, ma scende quella negozi e capannoni utilizzati dal proprietario; a Milano una nuova agevolazione abbassa al 7,6 per mille l’imposta sulle case occupate abusivamente, a patto che il proprietario denunci entro 3o giorni la cosa alla Polizia, mentre a Roma nuovi sconti sono riservati alleedicole eai negozi storici. Tanti Comuni turistici, infine, hanno azzerato la Tasi, ma sono stati qualche volta costretti a pareggiare i conti agendo sull’Imu delle seconde case, come accaduto per esempio a Stresa (dal 7,6 a19 per mille).

Le ragioni per cambiare le regole Imu, insomma, sono le più diverse, e i Comuni si sono affollati a inviare le nuove delibere al dipartimento delle Finanze: il termine è scaduto, e l’ultimo censimento ministeriale contava 6.828 delibere, ma il ministero ha tempo fino al 28 ottobre per pubblicare le decisioni locali rendendole effettive per il saldo in programma il 16 dicembre. In quasi nove Comuni su dieci, quindi, si replicherà a partire dalle prossime settimane lo stesso film appena vissuto con la Tasi: i contribuenti e i professionisti che li aiutano dovranno rimettersi a spulciare le delibere comunali, e le case di software dovranno riaggiornare i loro programmi. Il problema non riguarda i proprietari di abitazioni principali, e per questo è uscito nei mesi scorsi dal dibattito politico.

Ciò non significa, però, che la questione delle regole sia secondaria: a pagare l’imposta su seconde case, negozi, uffici, capannoni e così via sono milioni di soggetti: persone e imprese che, quest’anno, si trovano spesso a dover fare un doppio conteggio, perché in metà dei Comuni italiani la Tasi colpisce anche gli immobili soggetti all’Imu.

 

 

FONTE: Confcommercio

 

 

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