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Riduzione Cuneo Fiscale, bonus in busta paga per i lavoratori?

lentepubblica.it • 9 Settembre 2019

riduzione-cuneo-fiscale-bonus-busta-pagaCon la promessa del Governo di riduzione del cuneo fiscale un bonus in busta paga per i lavoratori? Ecco quali scenari si prospettano.


Riduzione Cuneo Fiscale, bonus in busta paga per i lavoratori? L’intervento di taglio al cuneo fiscale dovrà riguardare esclusivamente i lavoratori, con l’obiettivo di aumentare i loro salari.

Tra i punti programmatici inseriti nel programma del nuovo governo, spicca per la prossima Legge di Bilancio 2020 il taglio del cuneo fiscale per ridurre la pressione sui lavoratori, il che implicherebbe aumenti per gli stipendi dei lavoratori stessi.

La parola d’ordine, infatti, come più volte sottolineato dal Segretario Zingaretti è discontinuità. Anche e soprattutto sotto il punto di vista delle politiche economiche da mettere in campo. In questo senso si lavora a costruire una strada alternativa a quella leghista, nel rispetto del decalogo pentastellato.

Riduzione Cuneo Fiscale, bonus in busta paga per i lavoratori?

Non è ancora chiaro però come saranno reperite le risorse necessarie a ridurre il cuneo fiscale e, soprattutto, le modalità di attuazione dell’obiettivo: una delle idee allo studio prevede la revisione del meccanismo delle detrazioni d’imposta con l’assorbimento del bonus degli 80 euro.

L’ipotesi avanzata di riduzione del cuneo fiscale sui redditi estendo il bonus Renzi anche agli incapienti (coloro cioè sotto gli 8mila euro), ai lavoratori che percepiscono redditi tra i 26.600 euro e i 35mila euro e in modo decrescente anche a coloro che hanno redditi fino a 55mila euro, prevederebbe una rimodulazione degli importi del bonus fino a 1.500 euro.

Il primo passo della riforma consiste pertanto nel fondere insieme bonus Renzi e detrazioni fiscali in modo da recuperare un tesoretto di 14-15 miliardi.

Ma a chi tocca il bonus?

Il nuovo bonus pensato dal M5s-Pd spetterebbe sia alla attuale platea di beneficiari del bonus 80 euro che una parte di quelli che oggi be sono esclusi, ovvero:

  • incapienti sotto gli 8000 euro, per i quali scatterebbe il credito d’imposta;
  • lavoratori con redditi tra i 26.600 e i 35mila euro;
  • lavoratori con redditi fino a 55mila euro, ai quali si applicherebbe il bonus decrescente.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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Ma non sarebbe più semplice ridurre le aliquote Irpef?