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Riduzione Società Partecipate: basteranno aggregazione e semplificazione?

lentepubblica.it • 1 Ottobre 2015

partecipate societa“Sulle società pare che si passerà da una politica di razionalizzazione e di azioni per la riduzione graduale delle stesse ad una politica del terrore verso i Comuni.” Così Guido castelli, Delegato ANCI alla Finanza locale e Sindaco di Ascoli, commenta le anticipazioni diffuse a mezzo stampa degli interventi sulle società pubbliche proposti nello schema di decreto legislativo attuativo della cd. Delega Madia.

 

“Non si comprende il valore aggiunto della creazione di una struttura centrale (una specie di autorità sulle partecipate) – prosegue il Delegato – che in pratica si aggiunge al controllo della Corte dei Conti, fino – almeno da quanto si apprende dalle indiscrezioni di stampa – ad un potenziale conflitto di competenze in materia di finanza pubblica. Ritorniamo poi indietro di anni con la proposta di richiedere parere preventivo all’organismo di Vigilanza che può richiederlo a sua volta all’Antitrust, con buona pace dell’autonomia comunale e della semplificazione.”

 

“Si stanno riprendendo tra l’altro norme già esistenti e creando – prosegue Castelli – una serie di misure e nuove procedure che vanno sicuramente approfondite, ma che in prima analisi appaiono potenzialmente complesse e possono creare una stratificazione normativa e di competenze, assolutamente da scongiurare, anche alla luce di altre importanti questioni ancora aperte quali le centrali uniche di committenza, il recepimento delle nuove direttive su appalti e concessioni e le altre normative settoriali, quali i trasporti ed i rifiuti, che devono avere il necessario raccordo con le disposizioni sulle partecipate.”

 

“L’obiettivo principale dell’intervento sulle società– evidenzia il Sindaco – deve essere il perseguimento di politiche di sostegno alle aggregazioni aziendali per garantire l’efficienza dei servizi ed i necessari investimenti, ma non è possibile effettuare piani industriali e finanziari certi e credibili se le norme di riferimento continuano a cambiare, e se si prevede un adeguamento alla nuova discipline con una tempistica ridotta; tra l’altro solo l’anno scorso ci hanno chiesto piani di razionalizzazione da inviare alla Corte dei Conti, che si fa di quanto deliberato?”

 

“Alla luce di ciò – chiosa il delegato – è assolutamente necessario un confronto urgente con l’ANCI su queste delicate tematiche al fine di condividere un percorso sostenibile che possa scongiurare problemi operativi quali la mancata erogazione di servizi ai cittadini.”

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Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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