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Riforma della Riscossione: il parere della Corte Costituzionale

lentepubblica.it • 14 Giugno 2021

riforma-riscossione-corte-costituzionaleRiforma della Riscossione: disponibile il parere della Corte Costituzionale, che sollecita un intervento da parte di Parlamento e Governo.


La consulta interviene in merito all’urgenza di un intervento del legislatore in merito all’aggio sulla riscossione delle entrate pubbliche.

Pertanto, con la sentenza 10 giugno 2021, n. 120, sollecita il Governo, seppur indirettamente, ad una complessiva riforma della riscossione.

Riforma della Riscossione: il parere della Corte Costituzionale

Il tema ruota attorno all’enorme problema delle entrate pubbliche non riscosse e del conseguente costo delle esecuzioni infruttuose.

In sintesi, la Consulta ha dichiarato che il legislatore è tenuto a valutare se l’istituto dell’aggio mantenga ancora:

«una sua ragion d’essere, posto che rischia di far ricadere su alcuni contribuenti, in modo non proporzionato, i costi complessivi di un’attività ormai svolta quasi interamente dalla stessa amministrazione finanziaria e non più da concessionari privati, o non sia piuttosto divenuto anacronistico e costituisca una delle cause di inefficienza del sistema». 

Dunque l’istituto dell’aggio attualmente in vigore è una delle cause di inefficienza del sistema che ha portato, in poco più di un ventennio, ad accumulare entrate pubbliche non riscosse pari a circa mille miliardi.

L’inadeguatezza dei meccanismi legislativi della riscossione coattiva nel nostro Paese concorre quindi a impedire «di fatto» alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di cui all’articolo 3, secondo comma, della Costituzione, perché un’adeguata riscossione:

«è essenziale non solo per la tutela dei diritti sociali, ma anche di gran parte di quelli civili, data l’ingente quantità di risorse necessaria al funzionamento degli apparati sia della tutela giurisdizionale sia della pubblica sicurezza, entrambi indispensabili per la garanzia di tali diritti».

In conclusione, la Consulta suggerisce che la riforma deve essere diretta:

  • da un lato, a superare i profili di irragionevolezza della censurata disciplina dell’aggio (sostanzialmente riprodotta, nella sua essenziale struttura, anche nella disciplinavigente)
  • e, dall’altro, a garantire adeguate risorse e soluzioni per l’efficiente funzionamento della riscossione coattiva sono però rimesse, in prima battuta, alla discrezionalità del legislatore.

Il tutto secondo uno spettro di possibilità che varia, tra l’altro:

  • dalla fiscalizzazione degli oneri della riscossione come avvenuto nei principali Paesi europei (Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna)
  • a soluzioni anche miste, che prevedano criteri e limiti adeguati per la determinazione di un “aggio” proporzionato.

Il testo della Sentenza

A questo link il testo completo della Sentenza.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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