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Rimborsi sull’IVA: riconosciuti solo se richiesti entro due anni dal pagamento indebito

lentepubblica.it • 17 Marzo 2015

rimborsi iva, moss, rimborsi speseI rimborsi d’imposta si riconoscono solo se richiesti entro due anni dal pagamento indebito, a prescindere da tutto ciò che accada successivamente: anche l’intervento di una sentenza della Corte di Giustizia, che dichiari il contrasto con il diritto comunitario della norma interna sulla cui base si era versata indebitamente l’imposta, non sposta in avanti il termine di decadenza entro cui presentare l’istanza di rimborso.

 

È’ questa, in estrema sintesi, il contenuto della sentenza di Cassazione del 12 marzo scorso, n. 5014, con cui la Corte nega il diritto al rimborso del contribuente che presentava l’istanza pochi giorni dopo il deposito della favorevole sentenza comunitaria.

 

In tema di imposta sul valore aggiunto, la domanda di rimborso non rientrante tra quelle previste dall’art. 30 del d.P.R. n. 633/1972, nel testo vigente all’epoca dei fatti, e perciò non contemplata da disposizioni specifiche, va proposta a norma dell’art. 21, 2° co., del d.lgs. n. 546/1992, a norma del quale «la domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto della restituzione» (Cass. 8461/2005; 12433/2011).

 

La decadenza fissata dalla norma non soffre di proroghe correlate all’esercizio dell’azione accertatrice; e sul punto, la Corte di giustizia (con sentenza 8 maggio 2008, cause C-95/07, 96/07, Ecotrade), ha riconosciuto che non è, in linea di principio, contraria all’ordinamento comunitario la previsione nazionale che imponga un termine di decadenza per l’esercizio del diritto a detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, anche quando detto termine per il soggetto passivo iva sia più breve rispetto a quello previsto per l’azione di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria.

 

Su questo termine non è destinato ad incidere la disciplina prevista dal d.l. 258/2006, convertito dalla l. n. 278/2006, la quale, unitamente al relativo provvedimento di attuazione del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 febbraio 2007, ha previsto le modalità per il recupero della detrazione IVA in relazione agli acquisti effettuati prima della sentenza della Corte in causa C – 228/05, e precisamente dall’1 gennaio 2003 – data alla quale, al momento di emanazione del d.l. 258/2006, non erano scaduti i termini per esercitare la detrazione – al 13 settembre 2006, ossia al giorno precedente l’emissione della sentenza succitata (espressamente in termini, Cass. 12 dicembre 2014, n. 26199).

Fonte: CGIA Mestre
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