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Rinegoziazione Mutui Enti Locali, il Decreto è in Gazzetta Ufficiale

lentepubblica.it • 23 Settembre 2019

rinegoziazione-mutui-enti-locali-decreto-gazzetta-ufficialeI criteri e le modalità per la rinegoziazione dei mutui di Comuni, Province e Città metropolitane rimasti nella titolarità del Mef e formalmente gestiti dalla Cassa depositi e prestiti.


Rinegoziazione Mutui Enti Locali, il Decreto è in Gazzetta Ufficiale.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale n. 218 del 17-09-2019) il decreto 30 agosto 2019 del Ministero dell’economia e delle finanze. Contenente i criteri e le modalità per la rinegoziazione dei mutui di Comuni, Province e Città metropolitane. Rimasti nella titolarità del Mef e formalmente gestiti dalla Cassa depositi e prestiti, prevista dall’art. 1, commi da 961 a 964, della legge di bilancio 2019.

Diversamente dalle tradizionali rinegoziazioni basate sul principio dell’equivalenza finanziaria, l’operazione deve assicurare l’effettiva riduzione del valore finanziario delle passività totali. La rinegoziazione riguarderà, infatti, i mutui per i quali il tasso di interesse dei nuovi piani di ammortamento previsto dal DM risulti inferiore a quello dei piani di ammortamento originari. Fermi restando i requisiti per l’ammissione alla rinegoziazione già previsti dal comma 962.

Rinegoziazione Mutui Enti Locali, Decreto in Gazzetta Ufficiale

Il perfezionamento dell’operazione avverrà tramite il portale della Cassa depositi e prestiti. Che nei prossimi giorni comunicherà la data di avvio ufficiale dell’operazione, a decorrere dalla quale gli enti disporranno di 20 giorni lavorativi per aderire.

Sul sito del Mef-Dipartimento del Tesoro sono disponibili il testo del decreto, lo schema di contratto con Cdp, e l’elenco delle posizioni debitorie di ciascun ente locale.

La misura va incontro all’esigenza da tempo rappresentata dall’Anci di pervenire a soluzioni che alleggeriscano gli oneri da rimborso prestiti che gravano sui Comuni. A causa di interessi oltremodo onerosi e non più coerenti con i valori attuali di mercato.

Poiché, tuttavia, l’operazione in questione investe una quota piuttosto limitata dello stock di debito comunale, permane l’esigenza di un intervento più radicale e generalizzato di ristrutturazione del debito del comparto che consenta di liberare importanti risorse per i servizi e gli investimenti. L’Anci auspica pertanto un sollecito riavvio del confronto sul tema e che interventi idonei possano trovare spazio già nella prossima legge di bilancio.

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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