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Un esempio dalla Spagna: combattere l’evasione con Twitter

lentepubblica.it • 10 Marzo 2015

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che la procedura è già in uso da 374 giorni e vede coinvolti decine di detective fiscali.

Fisco spagnolo 2015 o… come si combatte l’evasione fiscale cinguettando. Non è un titolo inventato, ma la constatazione d’un dato reale. Anzi, di una procedura oramai dell’Agenzia delle Entrate spagnole, e del ministero delle Finanze,  sul fronte caldo dell’evasione fiscale. D’altronde, le cronache recenti hanno messo in luce come l’evasione di prima classe, cioè elevata, abbia sede anche in Spagna, visto che sono ben 2.500 i contribuenti spagnoli che sono risultati avere depositi, per un ammontare di quasi 2 miliardi di euro, presso la filiale elvetica della HSBC. Una news inattesa da un Paese che ancora stenta sulla via della ripresa, anche se la recessione s’allontana nelle sue asprezze sociali ed economiche.

I social media alleati del fisco – In realtà, la strategia non è nuova. Infatti, con il boom di internet erano già scattate le indagini sulla rete e sul web per collezionare prove ed evidenze da utilizzare nel corso degli accertamenti. Ora, però, la novità vera sta nell’estensione di questa strategia transitando sempre attraverso spazi digitali ma mettendo a profitto il Big Cloud per tirar giù il velo da chi evade imposte e tasse sistematicamente. E così, è stato reso noto che da più d’un anno oramai sono state ben 100mila le incursioni condotte dal Fisco sui social media con l’obiettivo di intercettare messaggi, tweet e altri documenti pubblici, cioè visibili, cinguettati o postati da potenziali evasori e da sospetti elusori fiscali.

Come funziona il controllo social, a spanne – La procedura non è ancora del tutto chiara ma, da quanto reso noto dagli interessati, cioè dai responsabili del ministero, per completare l’identikit di soggetti già tracciati e sotto controllo, o perché a rischio di evasione fiscale o per altre ragioni, in aggiunta si predispongono su tali soggetti ulteriori accertamenti che si basano su ricerche effettuate sui social media, in particolare utilizzando twitter, il più facile e il più semplice su cui posare la lente del Fisco.

L’algoritmo alleato del fisco social – A questo punto, una volta individuata la persona su cui poter estendere le investigazioni, attraverso i social media, entra in scena un sofisticato algoritmo, elaborato con l’obiettivo di individuare, in special modo su twitter se vi sono note, numeri, parole e frasi che possano fornire prove o dettagli aggiuntivi in merito a determinati casi di evasione fiscale. In seguito, una volta raccolto il materiale, lo si approfondisce ulteriormente fino arrivare al nocciolo utile di informazioni che sono subito girate a chi di dovere per completare gli identikit degli evasori già sotto esame, e il cerchio si chiude.

 

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Stefano Latini

 

 

 

 

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