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Nel mirino della Spending Review gli ospedali con i conti in rosso

lentepubblica.it • 28 Luglio 2015

ospedaleLa Spending review mette nel mirino gli ospedali con i conti in rosso. Lo annuncia oggi in una intervista al quotidiano de la Repubblica ,Yoram Gutgeld, commissario alla revisione della spesa e parlamentare del Pd in vista della legge di stabilità 2016. “Ci sono ospedali che hanno squilibri nella gestione economica di decine di milioni, dovremo intervenire”. “Abbiamo ospedali gestiti bene ed altri meno bene”, insiste Gutgeld facendo presente che non è una questione di Nord e Sud e che nel mirino sono finite anche gli esami clinici, talvolta “prescritti per non incorrere nel rischio di cause legali dei pazienti”.

 

L’ipotesi di sanzioni per gli ospedali che non risolvono gli squilibri? “I meccanismi dovranno essere concordati con la conferenza Stato-Regioni. Sarà un processo progressivo”. Ed esclude che con queste misure ci sia il rischio di disagio sociale, “anzi – assicura – questo nuovo approccio per rendere le strutture più efficienti porterà nel tempo non solo un risparmio ma un miglior livello di servizio”.

 

Sotto la lente della spending review ci sono  anche le “differenze importanti tra Regioni e all’interno di singole regioni nelle prescrizioni di esami clinici. Uno dei motivi è la cosiddetta ‘medicina difensiva‘, cioè gli esami prescritti per non incorrere nel rischio di cause legali dei pazienti”. Su questo fronte c’è già un lavoro del ministero per risolvere questo problema che vorremmo accelerare”. Per la diagnostica, dice il commissario, “ragioneremo insieme alla Conferenza Stato-Regioni su obiettivi specifici utilizzando soglie di riferimento”.

 

Poi, continua il commissario, “c’è la questione degli acquisti. E’ una vecchia storia, ma ora la risolviamo. Le stazioni appaltate da giovedì scorso sono una trentina. Da settembre lavoreremo sul calendario delle gare nazionali e regionali a partire dal gennaio 2016. L’idea”, continua Gutgeld riferendosi alla spending review, “è quella di dare servizi di maggiore qualità non di fare macelleria sociale”.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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