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Spesometro 2018, quali sanzioni per ritardo? Una guida post scadenza

lentepubblica.it • 2 Ottobre 2018

spesometro-2018-sanzioni-per-ritardoAll’indomani della scadenza del 1° Ottobre per mettersi in regola, sullo Spesometro 2018 quali sono le sanzioni per il ritardo? Alcune indicazioni utili.


Spesometro 2018, sanzioni per ritardo. Lo spesometro è un’elaborazione delle fatture IVA e delle vendite al dettaglio ad acquirenti stranieri; l’elaborazione produce un file nel formato prestabilito. La trasmissione all’Agenzia delle entrate può essere effettuata direttamente dal contribuente, se preventivamente registrato al servizio Entratel, oppure tramite un intermediario autorizzato.

 

La scadenza è già avvenuta: sullo spesometro 2018 quali sono le sanzioni per il ritardo? Quale tipo di ravvedimento occorre mettere in atto?

 

Spesometro 2018, sanzioni per il ritardo

 

Come stabilito dall’ultima legge di Bilancio, lo Spesometro verrà abolito dal 1° gennaio 2019, con il conseguente obbligo di fattura elettronica tra privati. Nel corso dell’anno non sarà più necessario la comunicazione Iva delle fatture emesse, in quanto grazie all’e-fattura, l’Agenzia delle Entrate avrà già tutti i dati a disposizione.

 

Tuttavia era comunque importante rispettare la scadenza dello scorso 1° Ottobre, per non incorrere in sanzioni.

 

Le sanzioni che scattono nei confronti del soggetto obbligato che non provvede, entro la scadenza fissata dal calendario fiscale all’invio dei dati della comunicazione IVA fatture o di quelli della comunicazione liquidazioni IVA, ossia, del cd. nuovo spesometro 2018, sono:

 

  • Comunicazione liquidazione periodica IVA omessa, ritardata o infedele: va da un minimo di 500 euro fino a 2 mila. Possibile la riduzione 50% della sanzione per cui da 250 euro a 1000 euro, se l’invio telematico comunicazione periodica, avviene: entro 15 giorni successivi alla scadenza, o se entro la stessa scadenza, è corretta e trasmessa.
  • Comunicazione fatture emesse e ricevute omessa, ritardata o infedele: per ogni fattura non comunicata, la sanzione va da 2 a fattura fino a 1.000 euro a trimestre, in caso di errore corretto entro i primi 15 giorni dalla scadenza, la sanzione scende a 1 euro a fattura e 500 euro per il trimestre.

 

Ravvedimento

 

Si può fruire del ravvedimento solo operoso e regolarizzare la propria dichiarazione omessa o errata entro il termine per la presentazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, per cui il 30 settembre dell’anno successivo.

 

La sanzione ridotta per effetto del ravvedimento fa scendere la multa da 250 euro a 31 euro ossia un ottavo del minimo.

 

La data di ravvedimento, da cui dipende la quantificazione delle sanzioni è legata alla scadenza naturale o prorogata dell’adempimento.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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