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Tasi: niente sanzioni nè debiti d’imposta

lentepubblica.it • 16 Giugno 2014

Lo Statuto del contribuente viene in difesa di chi ritarda o commette errori nel calcolo della TASI: nessuna sanzione da parte dell’Erario.

Nessuna sanzione per chi pagherà in ritardo la Tasi o commetterà errori di calcolo stando a quanto dichiarato dal sottosegretario all’economia Enrico Zanetti nel question time alla Camera. La motivazione risiede nella troppa incertezza che è stata generata dal caos delle mancate delibere dei Comuni. Negli ultimi tempi, proprio a causa dei dubbi su Imu e Tasi le cui scadenze arrivano in concomitanza con le dichiarazioni dei debiti, il CAF si sono trovati in estrema difficoltà così come i contribuenti che chiedevano aiuto ai centri di assistenza fiscale e ai Comuni.

Statuto del contribuente

In queste condizioni, per Zanetti è applicabile l’articolo 10 dello Statuto del contribuente:

«Considerata la situazione di incertezza normativa che riguarda il versamento della prima rata della TASI si ritiene applicabile l’articolo 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212: non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi di mora al contribuente…quando la violazione dipenda da obiettive condizioni di incertezza sull’ambito di applicazione della norma tributaria».

Scadenze TASI

Ricordiamo che nei Comuni che hanno deliberato entro il 31 maggio scorso (meno di 2200), la scadenza per il pagamento della TASI è fissata al 16 giugno mentre dove le delibere non sono arrivate per tempo la nuova scadenza per la tassa sui servizi indivisibili comunali è fissata al 16 ottobre 2014 e le aliquote dovranno essere deliberate entro il 10 settembre altrimenti il pagamento TASSI dovrà avvenire in un’unica soluzione direttamente il 16 dicembre 2014, applicando però l’aliquota base dello 0,1%.

FONTE: www.pmi.it

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