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Tassa di Soggiorno fuori dal DEF: ecco quali sono i programmi futuri

lentepubblica.it • 11 Ottobre 2018

tassa-di-soggiorno-fuori-dal-defLe novità sulla Tassa di Soggiorno fuori dal DEF, non rientrano subito nella Manovra: il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, tuttavia, annuncia i programmi futuri sul tributo.


Equa, uguale per tutti e veramente di scopo. E con dei benefit per i turisti, come sconti su musei e tpl. A Rimini per partecipare alle fiere di settore, il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio annuncia ai cronisti novità sull’imposta di soggiorno. Novità che “ahimè- lamenta- non sono contenute nel Def”. E conferma inoltre la volontà di istituire un codice identificativo delle strutture ricettive. Se al momento, argomenta, la tassa rimane com’è, “siamo al lavoro per una proposta completamente diversa“.

 

Dunque una tassa di soggiorno che sia “veramente di scopo e non utilizzata per coprire i buchi di bilancio di alcuni sindaci. I turisti non devono coprire i debiti dei primi cittadini”, anche se ci sono quelli bravi, “forse tutti in Romagna, ma io non sono il ministro dell’Emilia-Romagna ma dell’Italia”.

 

Tassa uguale per tutti i territori

 

L’obiettivo, ribadisce Centinaio, è “una tassa di scopo, equa”, dunque uguale per tutti i territori, “non una a Pavia, un’altra a Rimini e Roma e magari un’altra a Catanzaro. La valutiamo eventualmente con Anci, i Comuni e le associazioni di categoria”. E non va percepita, sottolinea, come un “ulteriore balzello, i sindaci devono dare servizi“, come uno sconto al museo o il biglietto gratis del tpl. “è troppo facile incassare e non fare niente”. Per il governo sono tre le priorità, conclude: balneari, guide turistiche e abusivismo nelle ricettività. Con il codice identificativo si vogliono “obbligare” le Ota (Online travel agencies) a commercializzare solo le strutture che lo possiedono.

Fonte: Agenzia DIRE (www.dire.it) - articolo di Cristiano Somaschini
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