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Tributi Locali: versamenti spontanei anche su conto corrente postale?

lentepubblica.it • 14 Giugno 2017

entrate tributarieUn emendamento al ddl di conversione del D.L. n. 50/2017 prevede una nuova modalità di pagamento “spontaneo” per le entrate tributarie e patrimoniali degli enti locali anche sul conto corrente postale.


 

A decorrere dal 1° luglio 2017, infatti, le amministrazioni locali possono deliberare di affidare al soggetto preposto alla riscossione nazionale le attività di riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali proprie e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 17, commi 3-bis e 3-ter, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle società da esse partecipate.

 

Le spese sono coperte in parte direttamente dai contribuenti ed in parte attraverso i trasferimenti erariali. A dire il vero, fino a poco tempo fa la percentuale delle somme derivanti dai trasferimenti dello Stato agli Enti Locali era molto più elevata; si è assistito però negli anni ad una netta inversione di tendenza, in quanto ci si è resi conto che detti Enti, proprio perché erano sicuri dell’intervento statale, aumentavano in maniera esponenziale i propri bisogni alimentando il deficit del bilancio statale.

 

Con la modifica dell’articolo 35 del D.L. n. 50/2017 (è stata inserita la lettera b-bis) al comma 1) , il legislatore ha inteso chiarire la controversa questione, introducendo come possibilità alternativa al versamento in tesoreria la riscossione spontanea tramite il conto corrente postale intestato all’ente impositore. La scelta circa le modalità di versamento è rimessa al contribuente.

 

Non tutte le spese che i Comuni devono sostenere possono essere richieste direttamente ai cittadini, in quanto non esiste per queste un sicuro collegamento con il servizio che viene erogato a ciascun soggetto e con la parte del costo del servizio che viene assicurato a ciascun partecipante della comunità. Detti servizi non a caso vengono definiti indivisibili, proprio perché non è possibile ripartire tra i soggetti che ne usufruiscono il costo totale del servizio che deve essere comunque sostenuto dall’Ente Pubblico, il quale deve istituzionalmente assicurarlo alla collettività.

 

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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