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Chiusura Uffici Postali dei Piccoli Comuni: esclusa senza considerare disagi ai cittadini

lentepubblica.it • 13 Marzo 2015

lavoro-posteLa chiusura degli uffici postali nei piccoli centri non può essere decisa senza tenere nel debito conto le distanze e la fruibilità del servizio e se la chiusura non è ben motivata in rapporto ai disagi arrecati alla popolazione. E’ quanto scrivono i giudici della sezione del Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 1262 depositata l’11 marzo, riconoscono le buone ragioni dei piccoli Comuni che si stanno contrapponendo al piano industriale di Poste Italiane, che dal 13 aprile dovrebbe condurre alla chiusura di 455 uffici e alla riduzione di orario di apertura in altri 608.

Accogliendo il ricorso di un piccolo centro del Salernitano che si era opposto alla chiusura dell’ufficio di in una frazione a causa della antieconomicità della gestione, i giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato il verdetto di primo grado che aveva dato ragione a Poste italiane.

Nello specifico la sentenza afferma che “Poste non può fare spending review sulle spalle dei piccoli centri, determinando disservizi e disagi soprattutto alla popolazione anziana e a quella priva di strumenti tecnologici”. Per questo motivo, concludono i giudici amministrativi, “le chiusure devono tenere conto della dislocazione degli uffici, con particolare riguardo alle aree rurali e montane, e anche delle conseguenze che la presenza ha sull’utilità sociale”.

 

 

Consulta il documento in allegato: Sentenza CdS 1262-2015 Uffici Postali

 

 

 

FONTE: ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani

 

 

 

 

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