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UIL – Dati e opinioni in tema di prospettive Economiche

lentepubblica.it • 19 Giugno 2014

La Banca d’Italia  all’inizio di quest’anno ha affermato che nell’area dell’euro si è avviata una fragile ripresa e la debolezza dell’attività economica si riflette in una dinamica molto moderata dei prezzi al consumo.

Presagisce sui mercati finanziari europei e italiani un miglioramento delle condizioni dovute alla politica monetaria accomodante della BCE, ai progressi nella governance dell’area dell’euro e alla stabilizzazione del quadro interno in Italia e la consequenziale diminuzione dei tassi di interesse sui titoli di Stato italiani suscita l’interesse straniero per le attività finanziarie italiane.

Quanto al settore pubblico, l’81% del PIL, si sostiene acriticamente che sia la principale causa del declino dell’economia italiana e sulla base di questa convinzione che si sono smantellate le residue reti di protezione sociale ancora rimaste in Italia. Nell’ultimo Rapporto Eurostat, si legge infatti che il blocco del turnover nel pubblico impiego, combinato con una consistente ondata di pensionamenti, ha prodotto, nel solo 2012, una riduzione del 4% del numero di dipendenti pubblici.

L’attacco al “pubblico” è sostenuto dalla pretesa improduttività del settore i cui dipendenti sono, per definizione, fannulloni ma garantiti, tutelati da organizzazioni sindacali “corporative”, essendo la negazione della “meritocrazia”. In questa visione, il mercato del lavoro configura da un lato, i dipendenti pubblici con eccesso di protezioni; dall’altro i dipendenti del settore privato meno protetti e, per questa ragione, più produttivi.

Consulta lo studio completo: Studio UIL – Dati prospettive economiche

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