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Un decreto sanerà gli errori della Spending Review?

lentepubblica.it • 14 Febbraio 2017

errori, review, spending-review-672L’Anci si è riservata di esprimere, nella prossima riunione della Conferenza Stato-Città, il proprio parere in merito al Dpcm che sana l’illegittimità costituzionale riscontrata dalla Consulta che, con la sentenza n. 129 del 6 giugno 2016, ha bocciato la spending review voluta dal governo Monti per gli anni 2013 e successivi.

 


 

Ad esprimere la posizione di via dei Prefetti è stato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e vice presidente dell’Associazione. Nello specifico la Corte Costituzionale ha eccepito il mancato coinvolgimento degli enti locali e l’assenza di un termine per l’adozione del provvedimento ministeriale.

 

Ricci ha sottolineato il valore di principio della sentenza 129/2016 che, come altri provvedimenti della Consulta e del Consiglio di Stato, “punta a delimitare la discrezionalità amministrativa del Governo centrale, a favore della valorizzazione del confronto con le Autonomie anche – e soprattutto – nell’applicazione di misure straordinarie di contenimento della spesa e di apposizione di vincoli gestionali”.

 

Il vice presidente Anci, dopo aver ricordato l’impegno dell’Associazione per contrastare il taglio ed introdurre correttivi volti a contenere l’effetto delle riduzioni, ha chiesto di individuare la fascia di Comuni eccessivamente penalizzati dal taglio e di assegnare loro risorse aggiuntive. “Come associazione ci auguriamo che arrivi questa disponibilità da parte del governo: questo obiettivo – ha concluso Ricci – non corrisponde solo a criteri di equità e di mitigazione dei tagli subiti dai Comuni tra il 2011 e il 2015, ma tiene conto delle obiettive difficoltà nel modificare oggi il riparto a suo tempo applicato”.

 

Per revisione della spesa pubblica (in inglese spending review), si intende un processo volto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica attraverso la sistematica analisi e valutazione della pubblica amministrazione nelle sue strutture organizzative statali (es. ministeri, tribunali, istruzione pubblica, sanità pubblica ecc.), e territoriali (Regioni, Province, Comuni, ecc.), delle procedure decisionali e attuative, dei singoli atti all’interno dei programmi e dei risultati finali.

 

 

Fonte: ASFEL - Associazione Servizi Finanziari degli Enti Locali
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