Le vie parallele della stabilità e della crescita: nuova manovra e aumento IVA

lentepubblica.it • 6 Novembre 2014

Legge di Stabilità con coperture incerte e scarsa crescita, si riaccende il rischio di manovra aggiuntiva per scongiurare l’aumento IVA: I dubbi UE, Bankitalia, Corte dei Conti e ISTAT.

Quasi nulle le nuove stime di crescita avanzate da Commissione UE, Bankitalia, Corte dei Conti e ISTAT sulla Legge di Stabilità: la promozione con riserva resta, ma anche il monito all’Italia, pericolosamente sul limitare della soglia consentita deficit/PIL. Il premier Renzi difende la manovra («pretendo il rispetto che il Paese merita») – a cui risponde il Commissario UE Juncker («non sono il capo di una banda di burocrati”, se così fosse “il giudizio sul bilancio italiano sarebbe molto diverso») – ma di fondo sono tutti d’accordo su un punto: evitare che scatti la clausola di salvaguardia sull’aumento IVA dal 2016. Anche a costo di una nuova manovra correttiva?

Stime UE

Il Ddl prevede interventi per 36 miliardi nel primo anno, 45 mld nel secondo e poco di più nel terzo. Il primo parere di Bruxelles ha già richiesto una correzione pari ad altri 4,5 miliardi di tagli – rendendo nei fatti la Legge di Stabilità meno espansiva – per arrivare a prevedere il ritorno alla crescita (PIL +0,6% e deficit -2,6%) nel 2017. Tuttavia, la Commissione Europea ha nuovamente rivisto al ribasso il PIL 2015(-2,7%) rispetto alle stime del Governo. Una ripresa fragile, insomma. Ma vediamo anche, una per una, le altre posizioni.

Corte dei Conti

Secondo la magistratura contabile, la Legge di Stabilità è orientata a «rilanciare l’offerta favorendo la ripresa della produzione; sostenere la domanda creando spazi all’aumento del reddito disponibile e alla crescita dell’occupazione». Per farlo, si concentra su riduzione del cuneo fiscale (51 mld) attraverso deducibilità del costo lavoro sull’IRAP; decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato; bonus 80 euro per i dipendenti. Per il sostegno ad attività produttive (4 mld) e famiglie (2,5 mld) si prevedono sgravi fiscali, nuovo Regime dei Minimi, rinnovo Bonus Energia e Ristrutturazioni e introduzione di Bonus Bebè e anticipo TFR.

Debolezze della manovra: il ricorso a clausole di salvaguardia (rispecchiano la difficoltà di realizzare una vera revisione della spesa pubblica); prenotazione di gettito futuro ricorso agli introiti anti-evasione (troppo difficili da quantificare) per finanziare i provvedimenti varati (es.: aumento accise da qui al 2021 ); rischio di aumento tasse locali per compensare i tagli (vedi caso IMU-TASI). Conclusione: cruciale monitorare le misure per assicurarne l’efficacia visto che le coperture hanno margini di incertezza, con tagli di spesa «sostituiti da clausole di salvaguardia: 16 miliardi nel 2016, oltre 23 miliardi nel 2017, che si aggiungono ai 3 miliardi di ulteriori tali di spesa a partire dal 2016».

Stime Bankitalia

Per la Banca d’Italia la manovra si finanzia soprattutto con: aumento dell’indebitamento netto, misure di contrasto all’evasione, riduzioni nette di spesa. Dunque, per capirne l’impatto saranno cruciali le modalità con cui verranno effettuati i risparmi di spesa e, sul fronte coperture, i reali risultati delle misure antievasione stimati in 3,5 mld l’anno, a partire dal contrasto alle frodi IVA (estensione del reverse charge e introduzione dello split payment negli acquisti della PA). Occhi puntati sulle misure che dovranno evitare che scatti la clausola di salvaguardia sull’aumento IVA (aliquote al 12 e 24% nel 2016; 13 e 25% nel 2017; 25,5% per la sola aliquota più elevata nel 2018): dovranno produrre un gettito di 12,1, 18,5 e 20,5 miliardi rispettivamente nel 2016, 2017 e 2018.

Stime ISTAT

Nel report “Prospettive per l’economia italiana nel 2014-2016″, la crescita 2015 è ridotta allo 0,5% (contro lo 0,6% previsto dal Governo): si ritiene che la Legge di Stabilità sia destinata ad avere «un effetto nullo sul biennio 2015-2016». Il problema numero uno è la clausola IVA, che rischia di vanificare misure espansive come l’aumento in busta paga. Senza contare che lo scenario è caratterizzato da «elevati livelli di incertezza» sul fronte del commercio internazionale, della stabilità economico-politica e dell’ efficacia delle misure previste dalla Legge di Stabilità.

Dinanzi a tutto questo, il ministro dell’Economia Padoan, non demorde: «la riduzione del rapporto Debito/PIL resta una sfida ineludibile, che possiamo vincere solo tornando a crescere». Traduzione: l’Italia non sforerà i limiti europei e le misure espansive (taglio del cuneo fiscale, incentivi all’occupazione,anticipo TFR…) non si toccano.

 

 

FONTE: PMI (www.pmi.it)

AUTORE: Barbara Weisz

 

 

legge di stabilità

 

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