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Taglio fondi per Piano Coesione: i Comuni saranno penalizzati

lentepubblica.it • 11 Maggio 2015

tagliiiiiiiiiiiIl taglio da parte del Governo delle risorse destinate alla realizzazione di interventi di sviluppo socio-economico concordati tra le Autorità italiane e la Commissione europea (fondi Pac – Pano azione e coesione), suscita la reazione di indignata protesta anche nei Comuni.

 

“Esprimiamo rabbia e dissenso sulla questione e ci associamo alla richiesta di soppressione del comma 122 della Legge di Stabilità, per evitare gravi ripercussioni sull’intero sistema istituzionale e socioeconomico della regione. – ha dichiarato il presidente Anci Puglia, Luigi Perrone – A tal fine auspichiamo il fattivo sostegno e una forte presa di posizione di tutti i parlamentari pugliesi, per tutelare diritti e risorse del nostro territorio.

 

Ancora una volta vengono penalizzate le gestioni efficienti e virtuose, la decurtazione di risorse Pac e l’effetto retroattivo del provvedimento, sono incomprensibili e ingiustificabili. Molti Comuni che hanno assunto impegni, dovranno annullare interventi per i quali sono già stati sottoscritti convenzioni e disciplinari e sono in corso procedure di gara, in alcuni casi sono stati già aggiudicati il lavori, tutto questo genererà contenziosi tra i vari livelli istituzionali, senza alcun vantaggio per l’economia locale.

 

I Comuni pugliesi sono pronti a mobilitarsi, il Governo affronti seriamente la questione e prenda atto di quanto accade nei territori. I sindaci continuano ad assistere impotenti all’aumento della povertà e del disagio sociale, spesso rischiano la propria incolumità personale senza poter garantire sostegno a famiglie bisognose, ad anziani non autosufficienti o all’infanzia.

 

A nome dei sindaci e delle comunità, chiediamo anche un intervento urgente del presidente Anci Nazionale Fassino nei confronti del Governo centrale. Bisogna fare fronte comune per scongiurare quello che è un vero e proprio sopruso ai danni del meridione, dello sviluppo delle realtà depresse e soprattutto, delle fasce più deboli, quei cittadini che non hanno alcuna voce se non quella degli amministratori che li rappresentano.

 

La norma va cancellata, il rilancio occupazionale e la crescita dei nostri territori possono trovare forte impulso proprio dall’utilizzo di quelle risorse.”

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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