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Accesso unico ai servizi della PA: cosa manca ancora?

lentepubblica.it • 16 Settembre 2015

agidSulla carta, è un grande strumento di semplificazione burocratica e la speranza è che lo sia anche nella realtà. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato i regolamenti dello Spid (Sistema pubblico dell’identità digitale) ed entro dicembre dovrebbero esserci i primi cittadini in possesso di questa identità digitale istituzionale mentre l’obiettivo per il 2017 è di fornirla a 10 milioni di italiani. Ecco un estratto dei contributi del vice segretario generale di Unioncamere Andrea Sammarco.

 

 

 

Le priorità nel breve termine

 

·       Realizzare un punto unico di accesso ai servizi delle PA;

 

·       Avviare rapidamente i servizi di pagamento elettronici;

 

·       Sviluppare le competenze digitali nella PA e nelle PMI;

 

·       Semplificare il rapporto PA-imprese realizzando i controlli della PA sulle imprese tramite il fascicolo elettronico di impresa;

 

·       Completare l’attuazione della fatturazione elettronica

 

 

 

I principali ostacoli da superare

 

  • Il carente raccordo attuale tra Amministrazioni Centrali e tra queste e le Regioni;

 

  • il quadro normativo sovrastante troppo pesante ;

 

  • la persistenza del dualismo analogico/digitale e la prassi delle deroghe alle scadenze dei programmi di digitalizzazione;

 

  • la prevalenza del punto di vista della PA rispetto a quelli del cittadino e dell’impresa, che rimane nonostante sia evidente la necessità di cambiare verso;

 

  • la difficoltà nel contenimento del ruolo delle lobby ICT da parte del settore pubblico.

 

 

 

I principali punti di forza sui quali far leva

 

Sono diversi i punti di forza, legati a iniziative pubbliche già in atto e a fenomeni che si stanno sviluppando nella società civile:

 

  • esistono nella PA già molti “pezzi di strada digitale” fatti e che bisogna collegare tra loro, anche come esperienza fondamentale di iniziative innovative;

 

  • sono in corso diversi programmi di cultura digitale che  permettono di sviluppare la domanda di digitale;

 

  • sono in corso di definizione delle misure per il credito alle PMI che investono sul digitale;

 

  • si stanno sviluppando programmi per la creazione di figure professionali competenti per fare innovazione digitale nella PA e nelle PMI;

 

  • sono sempre più frequenti le esperienze di attuazione di modelli di responsabilità partecipata.

 

 

Le competenze digitali – argomento di confronto del secondo panel – sono strumento fondamentale per lo sviluppo complessivo di questo percorso all’interno e all’esterno della pubblica amministrazione. AgID, continua a lavorare sullo sviluppo della coalizione tra pubblico e privato che promuove progetti di alfabetizzazione digitale in tutti i settori della società.

 

 

Fonte: Agenda Digitale (www.agendadigitale.eu) - articolo di Andrea Sammarco
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