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Banda Ultralarga: maggiore copertura ma poco utilizzo?

lentepubblica.it • 12 Luglio 2017

banda ultra largaNella sua relazione annuale il presidente dell’Authority per le comunicazioni Angelo Marcello Cardani riaccende i riflettori su una debolezza del nostro Paese che sta diventando cronica: la copertura nazionale con infrastrutture a banda ultralarga.


Dal punto di vista della copertura, la disponibilità dei servizi di accesso a reti fisse a velocità compresa tra i 2 e i 20 Mbit/s ha ormai raggiunto il 97% delle abitazioni. Il 35% delle abitazioni è raggiunta dai 30 Mbit/s e oltre. Le linee di rete fissa a banda larga attive sfiorano i 15,6 milioni di unità su un totale di poco più di 20 milioni di linee. Alla fine del 2016, le linee di rete fissa a banda larga con velocità pari o superiore ai 10 Mbit/s hanno superato per la prima volta il 50% del totale.

 

Il settore del mobile registra un aumento su base annua di 1,3 milioni di linee. Su un totale di 98 milioni, il numero delle SIM con accesso a Internet è cresciuto nell’ultimo anno del 5,7%, arrivando a superare 53 milioni di unità. Anche i consumi medi individuali di traffico Internet sono in forte crescita (+32,6%). A fine 2016, il traffico dati complessivo risulta in aumento di circa il 46% rispetto ai corrispondenti volumi osservati per il 2015.

 

Per ciò che concerne l’uso dei servizi online, il rapporto tra i cittadini e l’accesso a Internet mostra lenti ma significativi progressi. Secondo il “Digital In 2017”, durante il 2016, il numero di persone in Italia che si sono connesse a Internet almeno una volta è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente, arrivando a sfiorare i 40 milioni di unità. Audiweb ci dice che nel “giorno medio” gli italiani online sono 23 milioni. I dati del nostro Osservatorio ci segnalano che nel mese di dicembre 2016, oltre 30 milioni di individui si sono collegati ad Internet giornalmente. Il ranking dei siti più cliccati, immutato rispetto al 2015, vede nell’ordine ai primi tre posti Google, Facebook e Microsoft.

 

Ciò nonostante allo sviluppo delle reti – osserva il garante – non sempre corrisponde una maggiore penetrazione (soprattutto al Sud) a dimostrazione di altre difficoltà nella diffusione dei servizi, tra cui (ma non solo) la capacità di spesa”. Incidono ancora i prezzi, che stanno diventando competitivi nei servizi più evoluti ma paradossalmente restano meno convenienti rispetto ai Paesi comparabili nei servizi tradizionali, sotto i 10 mega.

 

La relazione completa dell’AGCOM è disponibile a questo link.

 

 

 

 

Fonte: AGCOM - Autorità garante per le Comunicazioni
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