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Inail – Disponibili Open Data a cadenza mensile

lentepubblica.it • 5 Marzo 2014

Prosegue la realizzazione del progetto avviato dall’Inail nel 2013 per mettere a disposizione di cittadini e imprese l’insieme delle informazioni – per singolo caso – relative alle denunce degli infortuni sul lavoro, che arricchiscono il “modello di lettura” del fenomeno già applicato alle serie storiche degli anni conclusi

Con cadenza mensile sarà disponibile sul sito dell’Inail l’insieme di “open data” – per singolo caso – relativo alle denunce degli infortuni sul lavoro. I dati mensili arricchiscono il “modello di lettura” del fenomeno infortunistico, già applicato a partire dallo scorso anno ai dati delle serie storiche degli anni conclusi.

I formati sono quelli richiesti ai siti della Pa. Come per quelli annuali, anche i dati mensili sono disponibili nei formati richiesti per i siti web della pubblica amministrazione (csv, xml e rdf), corredati da una nota metodologica e dall’insieme delle tabelle di sintesi, che consentono il confronto con gli andamenti di periodo dell’anno precedente. Anche per questo nuovo insieme di dati, inoltre, la collaborazione con gli utenti-utilizzatori è fondamentale per migliorare il servizio di pubblicazione e creare una rete di “cultori del tema”.

“Strumento essenziale per calibrare le azioni di prevenzione”. “Con la pubblicazione dei dati mensili sulle denunce degli infortuni sul lavoro – sottolinea il presidente dell’Inail, Massimo De Felice – si conclude la prima fase del progetto open data, documentato nel primo Quaderno di ricerca dell’Inail. Il piano di attività prosegue ora con l’analisi dei dati sulle malattie professionali, che saranno resi disponibili entro l’estate, e con la valutazione del valore economico di premi e prestazioni. Si tratta di un progetto che per l’Istituto ha una grande rilevanza politica e strategica: dati analitici e di qualità, filtrati con un ‘modello di lettura’, sono infatti uno strumento essenziale per comprendere i fenomeni, per calibrare le azioni di prevenzione e per giudicarne l’esito”.

FONTE: Inail

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