Mappe di Google e accessibilità dei contenuti web, il gigante si impegna a risolvere i problemi

lentepubblica.it • 5 Ottobre 2018

mappe-google-accessibilita-contenuti-webPrioritario ormai che i contenuti Web siano accessibili a tutti: cosa succede tuttavia, quando questi non sono conformi alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG)? Ecco un caso specifico che coinvolge Google,  il gigante del web e che dimostra quanto sia importante l’accessibilità.


Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0 sono state studiate per rendere i contenuti del Web maggiormente accessibili.

 

Seguendo queste linee guida sarà possibile creare contenuti accessibili alla più ampia gamma di persone, soprattutto a favore di coloro che sono portatori dalle varie forme di disabilità: il rispetto di queste linee guida renderà pertanto i contenuti Web più usabili per tutti gli utenti in generale.

 

Di recente, tuttavia, è stata riscontrata una non conformità nell’accessibilità rispetto alle WCAG presente nei markers all’interno delle mappe di Google.

 

La segnalazione di non conformità nei markers di Google Maps

 

I tecnici ed i programmatori della Datanet Srl, società di informatica di Tremestieri Etneo (CT) specializzata in servizi e progetti per la PA, hanno di recente notato che nelle mappe di geolocalizzazione di Google l’elemento testo alternativo non era conforme alle linee guida WCAG.

 

Infatti, questa irregolarità nel testo denota una mancata applicazione delle suddette linee guida che, espressamente, dettano:

 

“Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere presentati agli utenti in modi in cui essi possano percepirli. […] Occorre pertanto (ndr) fornire alternative testuali per qualsiasi contenuto non di testo, in modo che questo possa essere trasformato in altre forme fruibili secondo le necessità degli utenti come stampa a caratteri ingranditi, Braille, sintesi vocale, simboli o un linguaggio più semplice.”

 

Questo in base al principio che tutti i contenuti non testuali presentati all’utente devono avere necessariamente un’alternativa testuale equivalente che serve allo stesso scopo.

 

Notata questa discrepanza, il team Datanet, da sempre molto attento alla questione accessibilità dei siti web istituzionali, ha segnalato a Roberto Scano, esperto di accessibilità che da anni si occupa di definire standard e regole in materia, la non conformità del sistema.

 

L’intervento di Roberto Scano

 

Roberto Scano, accogliendo tempestivamente l’avviso, ha segnalato direttamente a Google la problematica.

 

L’esperto ha sottolineato che la mancanza di testo alternativo nei markers crea un problema di conformità all’accessibilità rispetto alle WCAG. Pertanto questo impedisce l’uso dei medesimi in tutti gli stati che adottano le WCAG.

 

“Le WCAG 2.0 hanno dieci anni, e sino ad oggi il problema non è mai stato oggetto di intervento da parte di Google. Per aggirare il problema oggi è necessario che gli sviluppatori applichino delle tecniche, mentre essendo un principio di base dell’accessibilità dovrebbe essere implementato direttamente da Google. La direttiva europea in tema di accessibilità, che obbligherà le PA di tutta Europa ad allinearsi alle WCAG (versione 2.1), porterà Google ad intervenire in merito. Fornire soluzioni già predisposte per l’accessibilità aiuta chiunque utilizza tali strumenti a comprendere l’importanza di garantire la fruibilità dei contenuti Web senza discriminazione.

 

Sono fiducioso in un intervento di Google anche in altre problematiche relative alle mappe. Già l’incremento della priorità di intervento a seguito della mia segnalazione è un buon segno.”

 

 

scrrenshot-segnalazione-scano

Segnalazione di Roberto Scano a Google. (Fonte: Profilo Facebook di Roberto Scano).

 

Roberto Scano ha ottemperato con prontezza a questo dovere: essendo anche Presidente di IWA Italy (International Web Association), l’Associazione Italiana dei professionisti Web, ha dimostrato di avere a cuore la piena operatività di linee guida così delicate e importanti.

 

Queste linee guida, infatti, ricoprono un’importanza essenziale poiché sono rivolte a soggetti che presentano disabilità molto gravi quali: cecità e ipovisione, sordità o perdita parziale dell’udito, limitazioni motorie, disabilità del linguaggio e fotosensibilità.

 

La risposta di Google

 

D’altro canto Google non è rimasto insensibile agli avvisi ricevuti. Infatti, come visibile anche nello screenshot postato sopra, dopo aver ricevuto la segnalazione da parte di Scano, Google ha in tempi brevi assegnato una priorità al bugfix di livello 1.

 

Google dimostra così di essere pronto e reattivo ad accogliere le eventuali discrasie nel sistema ascrivibili a non conformità relative all’accessibilità dei propri contenuti.

 

Mostrando, in tal modo, quanto l’accessibilità dei contenuti web per tutti gli internauti sia una questione altamente cruciale negli snodi del World Wide Web.

 

Una buona pratica digitale

 

Il colosso di Mountain View chiude così un circolo virtuoso che dimostra, a chi spesso storce il naso, che il sistema dell’e-government non è poi così inefficace come viene dipinto.

 

Questo denota quanto possa essere particolarmente importante anche il ruolo giocato dalle nostre PMI di settore in questo tipo di meccanismo.

 

Un circuito virtuoso, come già detto, che parte dalla segnalazione della Datanet Srl, passa per l’intermediazione di un esperto del settore quale è Roberto Scano, e si chiude con la ricezione del messaggio da parte di una multinazionale come Google.

 

Una buona pratica che dimostra, indiscutibilmente, quanto un processo di review e di partecipazione attiva alle politiche digitali del Web possa essere veramente significativo per la costruzione di una rete interattiva pronta ad arginare, con rapidità ed efficienza, tutte le possibili falle del sistema.

 

Fonte: articolo di Simone Bellitto
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