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Modifiche del CAD: quali sono le proposte segnalate da ANORC?

lentepubblica.it • 26 Febbraio 2016

anorc_logo_09ANORC è stata invitata a partecipare nei giorni scorsi all’incontro tenutosi presso il Dipartimento della funzione pubblica per discutere degli schemi di decreto legislativo di modifica e integrazione del CAD e del decreto trasparenza, approvati in via preliminare dal Consiglio dei ministri e in attesa del parere della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato (per poi essere trasmessi alle Camere per i pareri della Commissioni parlamentari competenti).

 

Il fatto che ANORC sia stata chiamata in causa è un’ennesima conferma del ruolo di qualificato stakeholder che l’Associazione riveste ormai in materia di innovazione digitale, e del dialogo proficuo che ha intessuto negli anni con le istituzioni centrali.

 

ANORC ha fatto pervenire ufficialmente le sue osservazioni al Dipartimento, commentando in particolare:

 
• la proposta di modifica dell’art. 43 del CAD, nel quale il legislatore intende stabilire che qualora i documenti informatici siano conservati per legge da una pubblica amministrazione, cessi l’obbligo di conservazione a carico dei cittadini e delle imprese, fatto che potrebbe alterare l’equilibrio nei rapporti PA/cittadino, mettendo il secondo nella posizione di “dipendere” dalla PA per poter esibire i suoi documenti digitali rilevanti;

 

• la proposta di modifica all’art. 27, che sembrerebbe comportare l’applicazione anche ai conservatori accreditati presso AgID delle disposizioni relative al capitale di 10 milioni di euro e non più, come attualmente previsto, di 200.000 euro (un requisito che rischia di falcidiare l’attuale mercato dei conservatori accreditati, ponendosi in netta antitesi, peraltro, con quanto previsto dallo spirito delle normative dell’Unione europea – tra cui il Regolamento eIDAS 910/2014/UE – che tendono a favorire lo sviluppo del mercato europeo di servizi digitali);

 

• per quanto riguarda la trasparenza, si è messa in discussione l’opportunità di introdurre un istituto difficilmente implementabile tout court nell’ordinamento italiano come il FOIA, piuttosto che potenziare gli istituti giuridici già esistenti per incrementare i livelli di trasparenza dell’operato delle amministrazioni pubbliche e per favorire un controllo sociale diffuso sull’utilizzo delle risorse pubbliche, ossia l’accesso agli atti e l’accesso civico. A tal proposito ANORC ha già sottoscritto una lettera aperta inviata al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, redatta dalla parlamentare Mara Mucci e sottoscritta da un gruppo di associazioni e di parlamentari.

Fonte: ANORC - Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale
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