Open Data Charter: ancora lavori in corso per i Governi

lentepubblica.it • 26 Gennaio 2015

La World Wide Web Foundation di Tim Berners Lee, il padre di Internet per come lo conosciamo noi, ha di recente pubblicato l’Open Data Barometer Global Report, un dettagliato resoconto sullo stato dell’arte dei progetti sugli Open Data portati avanti dai Governi che hanno aderito all’Open Data Charter nel 2013.

I Governi, aderenti all’ultimo G20, si sono posti l’obiettivo di diffondere e riutilizzare i dati delle pubbliche amministrazioni, pratica che agevolerebbe lo sviluppo sociale ed economico non solo dei singoli Paesi ma anche a livello transnazionale.

Nonostante la dichiarazione di intenti, solo l’8% degli 86 Paesi esaminati per la redazione del rapporto è, ad oggi, in linea con gli obiettivi dell’Open Data Charter. Il restante 92% non ha ancora reso accessibili i dati e ha grosse lacune anche in termini di trasparenza.

L’Italia, nella classifica generale sull’adozione di pratiche che favoriscano la diffusione degli Open Data, si colloca al ventiduesimo posto ed è menzionata nella top ten dei Paesi “Emerging and advancing”.

Potremmo dirci davvero soddisfatti solo quando i cittadini potranno accedere a tutti i dati relativi alla spesa pubblica, l’accesso alla sanità sarà digitale, i pagamenti virtuali saranno lo strumento per combattere la corruzione. Per avere questo non bastano i buoni propositi: come si evince dal rapporto della Fondazione è necessario investire in competenze digitali non solo per i cittadini, ma anche per i professionisti e i funzionari della Pubblica Amministrazione.

Sicurezza, privacy, trattamento dei dati personali saranno temi sempre più centrali per garantire un adeguato utilizzo degli open data ed evitare violazioni e pratiche scorrette.

La politica degli Open Data diventa dunque centrale per i Governi e sarà tra gli argomenti dibattuti nei prossimi vertici internazionali. L’informatizzazione e la libera circolazione dei dati diventa una priorità dei nuovi modelli di Electronic Governance.

 

 

FONTE: ANORC – Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti

 

 

 

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