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Governo, Piano per la Banda Larga: una buona accoglienza?

lentepubblica.it • 28 Agosto 2015

bandalarga“Dopo tante false partenze – ha detto il presidente Rapari – questa volta sembra che sia vero, quindi come Assintel non possiamo che fare un plauso a quest’iniziativa. I 12 miliardi di euro sono un combinato disposto tra pubblico e privato perciò mi sembra un ottimo inizio.”

 

Il presidente di Assintel, Giorgio Rapari, ha commentato positivamente il piano del governo sulla banda larga. “Dopo tante false partenze – ha detto Rapari – questa volta sembra che sia vero, quindi io da presidente Assintel non posso che fare un plauso a quest’iniziativa. I 12 miliardi di euro sono un combinato disposto tra pubblico e privato perciò mi sembra un ottimo inizio. Quindi, da questo punto di vista, noi siamo fortemente favorevoli”.

 

Il problema, secondo il presidente di Assintel, resta quello della difficoltà d’investimento per altri operatori privati nella banda larga. “Questo è un nodo dolente del nostro sistema. Bisogna che tutti gli operatori possano entrare ad armi pari e quindi, da questo punto di vista, utilizzarli tutti in modo tale che la diffusione sia la più rapida possibile.

 

Sicuramente dovrebbe aprire a tutto il mercato, non solo dei grandi operatori, ma anche dei medi operatori. Questo è un problema sempre presente da noi in Italia e questo è un fatto che ogni tanto limita una vera concorrenza da parte di chi opera. Ce ne sono tantissimi di operatori, anche medi, che potrebbero dare un forte contributo all’affermazione delle nuove tecnologie per quanto riguarda la connettività di imprese e famiglia”.

 

In ogni caso per Rapari, la banda larga potrà avere un buon impatto sull’occupazione: “Noi come Assintel siamo convinti che l’uso di Internet spinto aumenta l’occupazione e non la diminuisce. Evidente che, da questo punto di vista, servono ruoli funzioni e skill diversi rispetto al sistema tradizionale: quindi anche il sistema formativo, la scuola o anche chi si occupa di formazione post-diploma o post-laurea, debbono tener conto di tutti quei fabbisogni di specializzazioni in ambiente digitale”.

Fonte: Confcommercio
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