Fino al 15 Novembre si vota per il premio Ambientalista dell’anno

lentepubblica.it • 6 Novembre 2014

Cittadini con il senso del bene comune, una coscienza ambientale, il valore della solidarietà. Che sperimentano, innovano, si mobilitano. Sono queste le qualità che accomunano gli otto candidati al premio “Luisa Minazzi-Ambientalista dell’anno 2014”, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia, per raccontare l’Italia, poco nota, che si impegna per l’ambiente e per il prossimo.

L’Ambientalista dell’anno 2014 verrà designato sulla base dei voti espressi dalla giuria popolare. Per votare per uno degli otto canditati è infatti possibile inviare entro la mezzanotte del 15 novembre un’email all’indirizzoambientalista2014@lanuovaecologia.it ed indicare il proprio nome, cognome, indirizzo, età e candidato preferito. La consegna del riconoscimento avverrà nel mese di dicembre a Casale Monferrato (Al), città natale di Luisa Minazzi, l’attivista simbolo della lotta contro l’amianto scomparsa nel 2010.

Gli otto candidati al premio Ambientalista dell’anno 2014 sono impegnati su più fronti. C’è Annalisa Balloi, che lavorando su alcuni batteri ha creato una sostanza in grado di rimuovere dai monumenti le tracce dallo smog senza rovinare il marmo. Bengasi Battisti, sindaco di Corchiano (Vt), che nel suo comune promuove diverse buone pratiche come la trasformazione dell’olio di frittura in carburante per lo scuolabus. David Grassi, che nel 2002 era marinaio sulla fregata Maestrale e si è opposto all’ordine del suo capitano di gettare in mare rifiuti oleosi. Franco Pedrini, “salvatore” dei semi delle antiche varietà di cereali. Patrizia Rossi, prima donna in Italia a dirigere un’area protetta, il Parco regionale dell’Alta Valle Pesio, in Piemonte. Angelo Tartaglia, docente di fisica al Politecnico di Torino che da sempre mette le proprie competenze a disposizione delle battaglie civili, dal nucleare degli anni ’70 all’opposizione alla TAV in Valsusa. C’è anche un intero Condominio Green, quello di via San Gregorio 49 a Milano, protagonista di una bella storia di sharing economy. E ci sono i parchi italiani che hanno salvaguardato la sopravvivenza dei camosci: quello della Majella, quelli d’Abruzzo, Lazio e Molise, dei Monti Sibillini, del Gran Sasso e Monti della Laga, del Sirente Velino.

Per maggiori informazioni e per le schede complete dei candidati www.premioluisaminazzi.it

 

 

FONTE: Legambiente

 

 

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