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Abusivismo edilizio: i prossimi mostri da abbattere

lentepubblica.it • 5 Dicembre 2014

Cinquant’anni per buttarlo giù e cinque secondi per vederlo ridotto in polvere e calcinacci. Il 30 novembre l’ecomostro di Alimuri è stato abbattuto e una importante battaglia per la legalità e la bellezza, che Legambiente ha combattuto in prima linea, è vinta. Ora però, come abbiamo già avuto modo di dire, continua il nostro impegno a vigilare su quello che accadrà attorno a quel pezzo di mare campano, che una volta messo in sicurezza il costone va restituito alla fruizione dei cittadini. Perché la storia recente di questo Paese è disseminata di opere compensative, scambi sottobanco ed ecomostri più piccoli nati – figurativamente ma neanche tanto – sulle ceneri di quelli grandi.

Torneremo a Vico Equense con la Goletta Verde, ma faremo anche blitz davanti agli altri mostri che con Alimuri costituivano la top five “ammazza-bellezza” citata nel nostro dossier Mare Monstrum 2014: le villette di Pizzo Sella a Palermo, il villaggio di Torre Mileto a Lesina (Foggia), lo scheletro dell’Aloha mare ad Acireale (Catania), le 35 ville nell’area archeologica di Capo Colonna, a Crotone.

Non dimentichiamo che siamo nel Paese delle 2.412 infrazioni accertate nel solo ciclo del cemento e soltanto sul demanio marittimo nel 2013. Abbiamo ben presente qual è il brodo di coltura che alimenta un simile attacco al territorio: quello stesso che sta dietro al recente emendamento alla legge di Stabilità con il quale la Camera ha prorogato per tutto il 2015 la possibilità di usare ancora almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni.

Un provvedimento che rappresenta un pericoloso incentivo ad accordare lottizzazioni edilizie per ripianare i bilanci degli enti locali. E in contrasto con il disegno di legge sul consumo di suolo (in discussione proprio in questi giorni), che vieta questo impiego degli oneri di urbanizzazione. Il Parlamento deve correggere l’emendamento “pro cemento” e impegnarsi ad approvare in tempi brevi la legge sul consumo di suolo, anche per segnare un’inversione di tendenza nella lotta al dissesto del territorio.

Allo stesso tempo, facciamo pressione sulle amministrazioni locali e regionali che “ospitano” singoli edifici o intere lottizzazioni abusive. Con la nostra campagna “Abbatti l’abuso!” chiediamo loro di cancellare quel calcestruzzo illegale. Potrebbe cominciare, ad esempio, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che nelle stesse vesti nel 1999 ha ordinato le uniche demolizioni mai viste a Pizzo Sella, un milione di metri quadrati di cemento illegale su un’area a vincolo idrogeologico alle spalle del mare di Mondello. A lui Legambiente ha chiesto un impegno preciso: portare di nuovo le ruspe sulla collina della vergogna, cominciando ad abbattere gli scheletri e le ville confiscate.

Sarebbe un grande segno di discontinuità rispetto al passato, un’azione di legalità e vera giustizia, ma soprattutto il primo tassello per ragionare di territorio in termini di opportunità sostenibili, che si tratti di un unico grande ecomostro oppure, in questo come purtroppo in tanti altri casi, di un altrettanto minaccioso “mostro diffuso”.

 

 

FONTE: Legambiente

 

 

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