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Ai Comuni più risorse dalla differenziata

lentepubblica.it • 28 Gennaio 2014

Piero Fassino convoca a Roma i sindaci di tutta Italia. Il 29 gennaio discutono della crisi della finanza locale. Il presidente Anci pare ignorare la proposta dell’Associazione dei Comuni virtuosi che potrebbe garantire entrate per 450 milioni di euro, dalla revisione dell’Accordo quadro per la raccolta degli imballaggi.

Il dossier su Altreconomia di dicembre 2013

Mercoledì 29 gennaio i Comuni italiani si incontrano a Roma. L’Anci -Associazione nazionale dei Comuni italiani- ha convocato i soci per discutere iniziative di pressione sul governo perché “riscriva la finanza comunale”.
“Secondo le analisi Anci, mancano tra il miliardo e il miliardo e mezzo. Eppure, l’associazione non fa pressioni per modificare l’accordo sulla raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi -dalla plastica al vetro, passando per l’alluminio e la carta-, firmato con il Conai (Consorzio nazionale degli imballaggi), che potrebbe portare ai Comuni fino a 450 milioni di euro” racconta ad Ae Luca Fioretti, sindaco di Monsano (Ancona) e presidente dell’Associazione Comuni virtuosi, che ha elaborato un dettagliato dossier evidenziando possibili modifiche all’Accordo quadro, che è scaduto a dicembre 2013.
Gli imballaggi, infatti, rappresentano quasi un quarto dei rifiuti prodotti dalle famiglie italiane, 7,13 milioni di tonnellate su 29,9 milioni (di queste, il 46 per cento sono state riciclate), e in Italia gli enti locali che si adoperano per una corretta raccolta differenziata ricevono in cambio, a parziale copertura dei costi, un corrispettivo massimo (teorico) di poco più di 72 euro, quasi un terzo della Francia, o della Spagna o del Portogallo, come descrive l’approfondimento pubblicato su Altreconomia a dicembre 2013.

“Se fino a questo momento non è stato trovato l’accordo, lo si deve senz’altro all’azione dell’Associazione, che è riuscita a portare le proprie rivendicazioni anche dentro il gruppo di lavoro tecnico Anci-Conai. Tra le nostre rivendicazioni ci sono l’aumento del corrispettivo (ovvero quanto il Conai riconosce al Comune per tonnellata di imballaggio differenziato), del contributo ambientale (ovvero quello corrisposto da tutti i soggetti che producono, utilizzano e trasformano imballaggi), l’inserimento di premialità basate sulla qualità dei materiali raccolti” spiega Fioretti. Che aggiunge: “Abbiamo posto anche una questione di trasparenza, in merito alle società incaricate dei controlli sulla qualità dei materiali e su alcuni soggetti delegati a trattare per conto dei Comuni il rinnovo dell’accordo quadro”.

In due occasione, l’Associazione dei Comuni virtuosi ha scritto a Pietro Fassino, presidente dell’Anci. La prima in autunno, senza ottenere risposta. La seconda in gennaio, ottenendo in cambio dichiarazioni “in politichese -spiega Fioretti-: Fassino ci ha spiegato che l’Anci sta facendo tutto il possibile, che ‘sarà nostra cura di…’, ma rispetto alla proposte concrete, e in particolare a quelle sulla trasparenza, non ha fatto cenno”.

Eppure, aggiunge Fioretti, il dossier e la proposta dell’Associazione comuni virtuosi sono sostenuti da “oltre 200 delibere di giunta, da parte di Comuni in tutta Italia, anche città importanti come Padova o Ancona. Quello che chiediamo all’Anci è rispetto nei confronti di questi enti locali. Parliamo di un accordo delicato, ma i Comuni sono alla canna del gas. E oltre a un riscontro economico, dato che le misure che noi proponiamo potrebbero portare quasi mezzo miliardo di euro in più all’anno nelle casse degli enti locali, ci premono altri fattori: l’impatto ambientale, la qualità dei controlli”.

Nel novembre 2008 era stato da poco rinnovato l’Accordo quadro, siglando quello scaduto a dicembre 2013. Delegato a trattare per conto dell’Anci era Filippo Bernocchi, assessore a Prato. Che in un virgolettato apparso sulla rivista Regioni&Ambiente spiegava che “il problema della raccolta differenziata è anche un problema di risorse. 8 miliardi di euro all’anno vengono spesi dai Comuni per la RD e il contributo Conai è una cifra minima nel totale delle spese sostenute dai Comuni”.
Da allora niente è cambiato. Bernocchi tratta per conto dell’Anci anche il nuovo Accordo quadro. I Comuni non hanno risorse adeguate per una efficace raccolta differenziata degli imballaggi.

FONTE: www.altreconomia.it

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