Qualità Ambiente Urbano nelle città: il rapporto dell’ISPRA

lentepubblica.it • 17 Dicembre 2015

depotenziatoMigliora, sia pur di poco, la qualità dell’aria ma le nostre città sono più rumorose. Scarso il verde pubblico, ricco il patrimonio di biodiversità e paesaggi, grazie alle aree naturali protette e alle aree agricole. Moderato trend di riduzione dei livelli di PM10, NO2 (biossido di azoto) nel 2014 rispetto agli anni precedenti, oltre al sostanziale rispetto del valore limite annuale per il PM2.5.

 

Alcuni standard normativi per la protezione della salute umana non sono ancora rispettati in un largo numero di aree urbane: per il PM10 si registrano superamenti del valore limite giornaliero in 30 aree urbane e 18 di queste hanno già superato il valore limite giornaliero nel primo semestre del 2015; inoltre, il valore limite annuale per l’NO2 è superato in 20 città.

 

I livelli di ozono continuano ad oscillare di anno in anno, soprattutto in conseguenza delle condizioni meteorologiche nella stagione estiva, restando nel 2014 e nel periodo estivo 2015, ben al di sopra degli standard normativi nella gran parte delle città. Sono alcuni aspetti che emergono dall’XI Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA – ARPA/APPA) coi dati relativi a 85 aree urbane e presentato oggi a Roma.

 

L’utilizzo del Trasporto Pubblico Locale, che rappresenta un elemento particolarmente significativo per l’analisi della vivibilità delle nostre città con riferimento alla qualità dell’aria, registra una lieve ripresa nel 2014 rispetto al 2013: l’incremento si concentra nei grandi comuni e in particolare a Napoli, Torino, Venezia, Bologna e Palermo, anche se si rimane su livelli distanti dai valori del periodo 2008-2011 (circa 8% in meno).

 

Il car sharing è attivo nel 2013 in 19 città. Nel periodo 2011-2013 aumenta la disponibilità di veicoli di circa il 37% così come gli utenti abbonati (+36%) e i chilometri percorsi totali. Nel 2013 Milano è la città con il maggior numero di veicoli per il car-sharing (352) seguita da Roma (121). Segnali positivi anche per il bike-sharing: aumenta del 67% nel triennio 2011-2013 il numero di biciclette; sostanzialmente raddoppiato il numero dei prelievi; gli utenti abbonati aumentano di oltre il 30%.

 

Il rapporto evidenzia anche l’importanza del ruolo del verde urbano nella mitigazione dell’inquinamento atmosferico. Se il totale di verde pubblico sulla superficie comunale incide in misura piuttosto scarsa nella maggior parte dei Comuni (meno del 5% in 64 Comuni), la superficie disponibile per abitante risulta superiore ai 30 m2 /ab in quasi metà delle città analizzate (38 su 85, comprese le nuove città di Cuneo e Pavia).

 

Valori maggiori per entrambi gli indicatori si riscontrano in presenza di aree naturali protette e superfici boscate, come a Matera, Trento, Potenza e Terni, per esempio. Nell’intervallo 1982- 2010, generalizzato il trend in diminuzione – anche significativa – del numero di aziende agricole attive (ad eccezione di Lecce) e di superficie agricola utilizzata, ridottasi con valori percentuali compresi tra il -1,4% di Viterbo e il -83,7% di Cagliari. La città con la più alta percentuale di verde (verde pubblico + aree naturali protette) è Messina.

 

Roma e Milano sono le città con una maggiore superficie di suolo consumato: i valori più bassi si riscontrano, invece, nei Comuni di Savona e Aosta, con una superficie di suolo consumato inferiore agli 800 ettari. I valori di superficie consumata totale non si discostano sostanzialmente dal X Rapporto, confermando gli alti valori per i Comuni di Roma, Milano, Ravenna e Torino, con oltre 33.000 ettari per Roma e oltre 11.000 ettari per Milano al 2015.

 

Oltre al consumo di suolo, una minaccia alla preservazione del patrimonio boscato urbano è rappresentata dagli incendi: dal 2009 al 2013 sono stati 1.658 gli incendi verificatisi, per un totale di oltre 18.000 ha di superficie interessata, circa metà della quale boscata. Il maggior numero di incendi si è verificato a Messina (155), Lecce (123), Reggio Calabria (113), Genova (101) e Roma (84). Per l’insieme di tutti i Comuni l’anno di maggior impatto è stato il 2012, con 483 eventi, quello di minor impatto il 2013 con 234.

 

Anche il rumore rappresenta un importante fattore di disturbo nella vita cittadina. Dai dati disponibili, si rileva che nelle 85 città considerate nel Rapporto, nel 2014 sono state effettuate 1332 attività di controllo, contro le 1602 del 2013, evidenziando una flessione rispetto all’anno precedente (-17%). Nel 2014, nel 52% dei controlli effettuati è stato rilevato un superamento dei limiti normativi di inquinamento acustico, mentre nel 2013 sono stati riscontrati superamenti nel 49% dei controlli.

 

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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