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Appalti Pubblici ed Economia Circolare: un binomio possibile?

lentepubblica.it • 16 Giugno 2016

appalti verdiL’Olanda e Inghilterra sono i due paesi dove è partito nel 2013 REBus  “Developing Resource Efficient Business Models”, un progetto finanziato dal programma Life + dell’Unione Europea allo scopo di aiutare imprese di tutte le dimensioni a sviluppare nuovi modelli imprenditoriali più sostenibili ed efficienti nell’uso delle risorse. Il progetto si propone di creare un’evidenza sui modelli di economia circolare esistenti e di fornire supporto tecnico ed economico alle imprese che si mettono in gioco per attuare progetti pilota che dimostrino la fattibilità e la sostenibilità economica e ambientale di tali modelli.

 

Perchè serve un cambio di modello economico

 

I modelli attuali di business caratterizzati da una produzione lineare dove i prodotti realizzati con materie prime vergini devono durare poco per supportare nuove vendite, non sono più compatibili con lo stato di degrado dei sistemi naturali e l’avanzare del riscaldamento climatico. Diventa pertanto necessario adottare modelli imprenditoriali basati sull’uso efficiente delle risorse in cui il valore economico e ambientale dei beni immessi nel mercato non si perda dopo un singolo e breve utilizzo ma rimanga il più a lungo possibile in nuovi cicli economici.  In parole povere per mantenere a lungo il valore economico di un prodotto, non c’è altra strada che progettarlo in modo che abbia una vita circolare che possa essere cioè riutilizzato, riparato, aggiornato e infine riciclato.

 

I modelli di business più efficaci e che maggiormente definiscono e caratterizzano l’economia circolare sono quelli basati sull’utilizzo dei servizi che un prodotto può offrire invece che sulla proprietà dei beni. Le esperienze in corso hanno dimostrato che quando i beni rimangono a capo del produttore ne guadagna la durabilità e la qualità dei prodotti, determinante nella fornitura di servizi.

 

Il programma che si concluderà a fine 2016 hanno partecipato 5 soggetti di cui i primi due con un ruolo di capofila: WRAP -Waste and Resources ActionProgramme (UK), Rijkswaterstaat (NL), Aldersgate Limited (UK), KTN Ltd (UK), Università di Northampton (UK).

 

Il progetto è mirato ad alcuni settori merceologici europei che rappresentano un valore di mercato pari a 350 miliardi di euro partendo dalla considerazione che si potrebbe riguadagnare da questo mercato un potenziale fatturato europeo pari a 60 miliardi. Come ? Semplicemente riportando alcune produzioni attualmente all’estero nei paesi europei considerando che l’economia circolare trova piena applicazione e fornisce soluzioni soprattutto a livello locale.

 

Si tratta di settori come il comporto edilizio, tessile (tappeti e moquette inclusi), dell’arredamento, dell’illuminazione, dei prodotti elettrici ed elettronici. Come da programma sono stati oltre 30 i progetti pilota che hanno progettato nei dettagli o attuato modelli di imprenditoria circolare con due principali obiettivi in mente : il conseguimento di un risparmio di risorse pari ad almeno il 15% (rispetto ai modelli d’impresa tradizionali) e la possibilità di essere replicati in una scala più ampia rispetto alla sperimentazione pilota.

 

Il programma presentato dall’Olanda differisce da quello inglese che vede invece WRAP lavorare direttamente con le aziende nell’elaborazione di programmi che garantiscano la restituzione dei prodotti dismessi per un ricondizionamento o per il riciclaggio. Uno dei progetti supportati da REBus ha contribuito all’attivazione nel 2015 di un servizio di raccolta incentivante per cellulari ed altri gadget elettronici dismessi presso i 740 punti vendita della catena inglese Argos.

 

Nei Paesi Bassi i progetti coordinati da  Rijkswaterstaat, il braccio esecutivo del Ministero alle Infrastrutture e all’Ambiente, hanno interessato il settore delle forniture pubbliche per mettere a regime processi di acquisto di prodotti e servizi concepiti secondo i principi dell’economia circolare.

 

Il tema dell’approvvigionamento circolare non è nuovo in Olanda dove dal 2013 è in corso l’iniziativa  De Green Deal Circulair Inkopen (GDCI) condotta in collaborazione con enti di consulenza come Circle Economy, MVO Nederland e Kirkman Company. A questa iniziativa governativa, – che afferisce al Green Deal del 2011- prendono parte attualmente circa 40 soggetti pubblici e privati.

 

Le sperimentazioni hanno interessato 4 flussi di acquisti pubblici: informatico, arredamento, tessile, ristorazione. Tutti i progetti e il relativo stato di avanzamento dei lavori è stato reso disponibile su internet all’insegna della massima condivisione e trasparenza. Come si legge dalla pagina del sito attraverso la realizzazione di progetti pilota sarà possibile acquisire informazioni e conoscenza su come progettare sistemi di approvvigionamento circolare. Le conoscenze acquisite dai partecipanti costituiranno un bagaglio di esperienze che potrà/dovrà raggiungere nuovi destinatari in modo che il know how si espanda a macchia d’olio anche a progetto europeo concluso.

Fonte: Associazione dei Comuni Virtuosi
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