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Asfalto addio, a Roma la tangenziale diventa green

lentepubblica.it • 13 Febbraio 2014

Una grande ‘spiga’ di verde al posto del vecchio tracciato della Tangenziale est, da Batteria Nomentana fino alla stazione Tiburtina, sostituito dal nuovo percorso interrato. Una striscia green lunga 1.700 metri, per un totale di 40mila mq, che rimpiazzi la lingua d’asfalto, ormai al servizio del solo traffico locale, con orti urbani, campi di calcetto, tennis e bocce, uno skate park, un vigneto, un meleto sulla rampa di ponte Lanciani, un ‘giardino dei nonni e dei nipoti’, un centro conferenze e didattica e persino un mercato rionale a km 0 con copertura realizzata in fotovoltaico e in vendita i prodotti realizzati sul posto, oltre ad aiuole e parchi a volontà. Il tutto totalmente autosufficiente, grazie alla raccolta delle acque reflue, alle vasche di fitodepurazione e ai pannelli solari, e completo di pista ciclabile e stazioni di bike sharing. È il progetto ‘Agricoltura urbana in Tangenziale – Coltiviamo la città’ dell’architetto canadese Nathalie Grenon, studio Sartogo associati, sostenuto da Campagna amica della Coldiretti e realizzato insieme a professionisti e cittadini romani che hanno contribuito gratuitamente, e che oggi, dopo aver già fatto “il giro dei dipartimenti, tutti entusiasti”, come ha spiegato Grenon, è stato presentato alla commissione Politiche comunitarie di Roma Capitale, presieduta da Mino Dinoi (Misto). Ed è proprio ai fondi Ue che il progetto si affida: costo e tempi di realizzazione sono già definiti, rispettivamente 9 milioni e meno di due anni, quello che manca sono le risorse.

Il progetto, già definitivo, “nasce dalla convinzione che una grande città debba avere una sua visione d’insieme, e una delle debolezze maggiori di Roma è il rapporto col proprio territorio- ha sottolineato l’architetto- La Capitale è il fiore all’occhiello del Paese, ma ci sono vari disagi e quest’opera ‘low cost’ vuole restituirle un rapporto positivo con il territorio e stimolare le sinergie dell’urbanità. Un progetto definito ‘pilota’ perché noi sogniamo di realizzare una sorta di agopuntura, intervenendo su tutti i punti più degradati della città, e per questo quando il II Municipio ci ha chiesto di lavorare sulla Tangenziale, una profonda ferita nella città, lo abbiamo trovato subito molto interessante”.

Anche perché, ha proseguito Grenon, “Tiburtina è la porta di Roma, e arrivare in una città e trovarsi di fronte a tale degrado, e non parlo della stazione, ma dello spazio urbano circostante, è indegno di una capitale europea”. Ed è proprio ai quartieri limitrofi “mortificati da questo tipo di urbanizzazione” che l’intervento si rivolge, chiedendo un passo indietro all’amministrazione comunale sull’abbattimento del tratto sopraelevato: “Demolirlo non è una priorità- ha aggiunto sempre Grenon- ci si potrebbero realizzare dei parchi e una grande pista ciclabile, e al di sotto sarebbe possibile creare nuovi spazi e anche posti auto per i residenti creando una barriera ‘green’ in laterizio che divida la vita del quartiere da quella della stazione, che in previsione vedrà il passaggio di 400 treni tav e migliaia e migliaia di passeggeri ogni giorno”. Il tutto accompagnato da “un nuovo fronte architettonico lungo il tracciato interno della ferrovia, riqualificando un’area dove ora sorgono solamente occupazioni abusive con un muro in laterizio che riprenda le classiche mura di Roma. E senza conflitti di competenze, perché abbiamo già parlato con Fs e tutto il progetto ricade su terreno comunale”.

Questo progetto, ha spiegato Dinoi, “va finanziato con i fondi Ue di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, visto che è impensabile uno stanziamento nel bilancio capitolino 2014, ma prima vanno messi insieme tutti gli interlocutori istituzionali, a partire dai diversi assessorati e dipartimenti coinvolti”. Per questo “la commissione sarà riconvocata in maniera congiunta con quelle relative a Urbanistica, Ambiente e Roma Capitale, che gestisce i fondi statali per le grandi opere infrastrutturali, insieme agli assessori coinvolti”. Ora, quindi, “bisognerà aprire due tavoli paralleli: il primo, magari già da domani, per capire quali percorsi seguire per il reperimento dei fondi, a quali bandi europei partecipare e se ci può essere un aiuto da parte della Regione, convocando subito una commissione operativa con la Roma Capitale e i rappresentanti del Mise; il secondo- ha concluso Dinoi- per quanto riguarda la parte politico-amministrativa, mettendo insieme gli assessori per capire l’impatto e la fattibilità o meno dell’opera”.

FONTE: Agenzia Dire (www.dire.it)

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