Borghi d’Italia: progetti per sostenibilità e felicità

lentepubblica.it • 28 Ottobre 2014

La centralità della persona deve necessariamente ritrovare la sua priorità nella progettazione del futuro dei nostri territori. Borghi della Felicità è il progetto pilota di Borghi Autentici, che tratta il terzo settore dell’economia: l’economia della felicità

Mi aggancio all’intervento di Tiziana Familiare sul Manifesto BAI per affrontare nel dettaglio, seppure brevemente, un’esperienza importante che deriva dal progetto pilota “Borghi della Felicità“, di cui sono coordinatore. Con questo progetto, condotto in due Comuni associati all’Associazione Borghi Autentici d’Italia (Saluzzo e Melpignano) abbiamo cercato di capire se i cittadini e tutte le loro forme aggregative hanno la volontà di collaborare per progettare “un futuro sostenibile e basato sulla centralità della persona” affiancando l’Amministrazione locale nel calibrare il programma di mandato, verso bisogni reali e specifici della comunità locale e del territorio comunale.

Ebbene da questa esperienza, dove i partecipanti per la verità non sono stati numerosissimi, ma attivi, consapevoli e costruttivi, sono nate due “Comunità di Cambiamento” che hanno un loro regolamento interno e che veramente nascono per supportare le Amministrazioni nella progettazione della migliore qualità di vita. Una di queste (alla quale io partecipo come osservatore), sta lavorando ad un progetto significativo per Melpignano che si intitola “La Mediateca che vorrei”. Si tratta di una riprogettazione collettiva e del basso della Mediateca comunale che i Costruttori della Comunità di Cambiamento (33 hanno partecipato alla prima riunione) stanno “disegnando”. Lo stanno facendo con determinazione, avendo individuato questo progetto (fra le tante idee progettuali emerse nei Laboratori dei Borghi della Felicità) come immediatamente configurabile e comprensibile da tutta la cittadinanza.

Attraverso l’esperienza di circa 9 mesi di laboratori Borghi della Felicità, abbiamo potuto dimostrare che se le Amministrazioni hanno voglia e interesse a dare una spinta propulsiva in tale senso, è possibile creare un ambiente cittadino (cittadinanza attiva) alternativo alla delega e alla polemica, ai mille comitati e ai protagonismi. Ci vuole metodo, perseveranza, facilitatori, rispetto e comprensione reciproca e maieutica. Ma d’altra parte se non andiamo verso questometodo collaborativo e di, passatemi l’estensione del concetto “auto-mutuo-aiuto”,  quali altre alternative valide abbiamo?

 

 

FONTE: Associazione dei Comuni Virtuosi

 

rapporto sostenibile

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