Imprese del calcestruzzo: ecco le procedure per la fornitura in cantiere

lentepubblica.it • 11 Novembre 2015

calcestruzzoLe procedure riguardano le imprese che eseguono i lavori nei cantiere e quelle che forniscono il calcestruzzo.

 

La procedura per la fornitura di calcestruzzo in cantiere è stata approvata il 19/11/2011 dalla Commissione Consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. Successivamente è stata resa pubblica dal ministero del lavoro con apposita lettera circolare del 10/02/2011.

 

Vale la pena di evidenziare che la procedura ha lo scopo di fornire alle imprese esecutrici e alle imprese fornitrici di calcestruzzo preconfezionato:

 

 

  • le informazioni da scambiarsi in materia di sicurezza dei lavoratori coinvolti nelle diverse fasi in cui si articola il rapporto fra il fornitore di calcestruzzo preconfezionato e l’impresa utente;

 

  • un indirizzo che definisca le procedure finalizzate alla sicurezza dei lavoratori coinvolti, a partire dal momento in cui vi sia la richiesta di fornitura di calcestruzzo da parte dell’impresa edile, fino alla consegna del prodotto nel cantiere di destinazione.

 

Ciò al fine di applicare, nei casi in cui l’impresa fornitrice di calcestruzzo non partecipi in alcun modo alle lavorazioni di cantiere, quanto prescritto dall’articolo 26 del decreto legislativo n. 81/2008 (testo unico della sicurezza sul lavoro), in termini di collaborazione e informazione reciproca fra datori di lavoro di tali imprese, così come precisato dall’articolo 96 del decreto citato.

 

L’articolo 96, infatti, chiarisce che l’obbligo di relazione del POS compete unicamente alle imprese che eseguono in cantiere i lavori indicati nell’Allegato X del decreto legislativo n. 81/2008.

 

L’importanza di dare attuazione alla procedura per la fornitura di calcestruzzo emerge nel momento in cui l’impresa esecutrice richiede tale fornitura e, in quel momento, si instaura un rapporto fra due imprese che è regolato, per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro dai commi 1 e 2 dell’articolo 26 del decreto legislativo n. 81/2008. Tali commi prevedono che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice informi l’impresa fornitrice dei rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui essa è destinata ad operare e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate.

 

Entrambi i datori di lavoro devono cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa in oggetto, ovvero nel cantiere. Devono coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva. Il datore di lavoro dell’impresa esecutrice promuove tale coordinamento.

 

Il trasporto del calcestruzzo può essere affidato dall’impresa fornitrice a trasportatori terzi. Anche in questo caso l’attività di coordinamento continua ad essere fra impresa fornitrice ed impresa esecutrice, fatta salva l’attività di coordinamento tra impresa fornitrice e trasportatore.

 

 

Nella lettera circolare del Ministero del lavoro vengono forniti:

 

 

i riferimenti normativi;

 

 

le definizioni;

 

 

i rapporti tra impresa fornitrice ed esecutrice;

 

 

l’attività di coordinamento tra impresa esecutrice ed impresa fornitrice;

 

 

le procedure di sicurezza per la fornitura di calcestruzzo;

 

 

le emergenze in cantieri di consegna;

 

 

la scheda informativa riguardante “informazioni fornite dall’impresa fornitrice di calcestruzzo preconfezionato”

 

 

la scheda informativa riguardante “informazioni richieste all’impresa esecutrice”

 

 

 

In allegato la lettera circolare del Ministero del lavoro del 10/02/2011

 

 

 

Riferimenti normativi

 

 

 

Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 26 – Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione

 

 

 

 

  1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomiall’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della  stessa,  nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la  disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:

 

a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità   tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi  e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità:

 

 

1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;

 

 

2) acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia didocumentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;

 

 

b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in  cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

 

 

 

 

  1. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:

 

 

a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;

 

 

b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori,  informandosi reciprocamenteanche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’operacomplessiva.

 

 

 

 

  1. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione e il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e  malattie  professionali di cui all’articolo 29, comma 6-ter, con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, un  proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all’incarico conferito, nonché di periodico aggiornamento e di  conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento. In caso di redazione del documento esso è allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello  nazionale. Dell’individuazione dell’incaricato di cui al primo periodo o della sua sostituzione deve essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera.

 

 

Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle  imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nell’ambito di applicazione  del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, tale documento è redatto, ai fini  dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo  alla  gestione dello specifico appalto.

 

 

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si  applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori  o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino  rischi  derivanti dal rischio di incendio di livello elevato, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, o dallo svolgimento di attività in ambienti confinati, di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177, o dalla  presenza di  agenti  cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del presente decreto. Ai fini del presente comma, per  uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture  considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori.

 

 

3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il  soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da  interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della   prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto  presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà  espletato l’appalto;

 

 

l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali.

 

 

  1. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

 

 

 

  1. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559,ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i  costi delle misure adottate per eliminare o, ove cio’  non  sia  possibile, ridurre al minimo i rischi in  materia  di  salute  e  sicurezza  sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni. I costi di cui primo periodo non sono soggetti a ribasso. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del  lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

 

 

  1. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree  territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

 

  • Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come da ultimo modificate dall’articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del presente decreto.

 

  • Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.

 

 

 

 

Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 96 – Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

 

 

 

  • I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unicaimpresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:

 

a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII;

 

 

b) predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;

 

 

c) curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;

 

 

d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono  compromettere la loro sicurezza e la lorosalute;

 

 

e) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento  con il committente o ilresponsabile dei lavori;

 

 

f) curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;

 

 

g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h).

 

 

1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui all’articolo 26.

 

 

 

 

        • L’accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all’articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma 3.

 

 

 

Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – ALLEGATO X – Elenco dei lavori edili o di ingegneria civile di cui all’articolo 89, comma 1, lettera a)

 

 

  • I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.

 

  • Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.
Fonte: Informa Impresa - Confartigianato Vicenza
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