I Comuni e la battaglia sui pesticidi

lentepubblica.it • 22 Agosto 2015

ambiente 2L’amministrazione di Cantiano – PU (tra i 40 finalisti del Premio Comuni Virtuosi) ha approvato due ordini del giorno nell’ultima seduta del consiglio comunale: il baratto amministrativo e il divieto dell’uso dei dissecanti a principio attivo glifosate.

 

Con il baratto amministrativo, entrando nelle pieghe dell’art.24 del D.L. n. 133/2014 così come convertito in legge dall’art. 1 comma 1 della legge n. 164 del 2014 (“Misure di agevolazioni della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”), il comune ha incrociato due esigenze: quello dei contribuenti in difficoltà che vengono messi nelle condizioni, serenamente, di assolvere ai propri doveri; e quello del Comune che può usufruire di forza lavoro in un periodo in cui scarseggiano le risorse, le assunzioni sono bloccate ed i risparmi e tagli nella gestione amministrativa rendono determinate attività di difficile soddisfacimento, con una crescente conseguente difficoltà nella manutenzione del patrimonio pubblico.

 

Con l’approvazione dell’ordine del giorno avente per tema: “ Divieto dell’uso dei disseccanti a principio attivo GLIFOSATE e salvaguardia del territorio comunale dall’uso dei diserbanti chimici, delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostanze-soluzioni saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole”, il comune di Cantiano produce un atto concreto: non a caso è il paese della filiera corta del pane a km zero, dell’acqua e del grano, ingrediente fondamentale ed imprescindibile del pane di Chiaserna e delle famose amarene artigianali. Beni e risorse da difendere e presidiare.

 

Il principio attivo noto come glifosato è ritenuto “probabile cancerogeno” dall’Agenzia di Ricerca Internazionale sul Cancro di Lione, e numerose sono ormai le pubblicazioni e gli studi scientifici che ne segnalano la pericolosità, anche in relazione ai possibili danni al DNA umano.

 

A fronte di queste valutazioni e di molte importanti prese di posizione, come ad esempio quella del Presidente della Associazione Italiana Agricoltura Biologica Vincenzo Vizioli, ancora non si riescono a vedere risposte concrete da parte dell’amministrazione pubblica e del legislatore.

 

Del resto il glifosato è contenuto nei diserbanti prodotti dalla potentissima multinazionale Monsanto, la quale è ottimamente attrezzata per la tutela dei propri interessi, anche quando questi confliggano col principio di precauzione, che andrebbe applicato immediatamente di fronte a tante autorevoli grida d’allarme.

 

L’ordine del giorno ricorda diffusamente le tantissime controindicazioni all’uso estensivo e sistematico del diserbo al glifosate, richiama la necessità del principio di conservazione della biodiversità e i possibili danni per la salute umana, impegnando la giunta ad attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare l’uso delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostanze-soluzioni saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole a salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità.

Fonte: Associazione dei Comuni Virtuosi
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