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Green mobility e mercato agricolo: una proposta per Firenze

lentepubblica.it • 18 Aprile 2014

Green mobility –

La differenza tra riqualificazione e rigenerazione di un territorio sta nella capacità di agire sugli elementi presenti in loco coinvolgendo attivamente la popolazione e il tessuto produttivo. Partendo appunto dagli elementi già presenti all’interno del Parco agricolo della Piana di Firenze, ma poco valorizzati, il lavoro di Dario Emanuele propone un ripensamento del sistema del trasporto merci che unisce rafforzamento della filiera a Km zero, riduzione delle emissioni di CO₂, snellimento dei flussi di traffico e sviluppo della rete per la mobilità elettrica. In questo modo si rivitalizza non solo un singolo settore industriale in difficoltà, ma l’intero sistema territoriale.

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Le scelte di turisti, imprese o semplici cittadini sono oggi orientate anche dalla ricerca di sostenibilità ambientale ed economica. Riattivare le risorse agricole, facilitare i collegamenti tra città e campagna (e farlo in un’ottica green) significa, quindi, non solo rivitalizzare un singolo settore, ma attivare un elemento competitivo che aiuta a smuovere l’economia locale e facilitarne gli scambi. Il ripensare il rapporto tra città e campagna diventa quindi un passaggio necessario se si vuole attirare investimenti e capitale umano, oltre che economico. Ecco dunque un progetto che punta a valorizzare la filiera a Km 0 lavorando su assi diversi. Una buona rete di trasporto, unita all’utilizzo di software e modelli matematici innovativi per elaborare i flussi di traffico e pianificare nel dettaglio la logistica delle merci, può proporre un nuovo rapporto tra la mobilità, costi, consumo di risorse ed emissione di CO₂ dovuta ai mezzi pesanti. Aiutando al contempo a riequilibrare il consumo dei prodotti locali con quello dei prodotti che arrivano da lontano.

I flussi di materiali, dalle origini alla consegna dei prodotti finiti al cliente finale, vanno governati e, come propone il lavoro di Emanuele, è possibile farlo scegliendo soluzioni che riducano i costi, rispettino l’ambiente e favoriscano la rigenerazione di un’area rurale.

Il Paper “Nuove tecnologie per l’ottimizzazione di reti e flussi alimentari. Caso di studio: il Parco agricolo della Piana di Firenze” di Dario Emanuele è risultato essere uno dei vincitori della call, lanciata a primavera 2013 in occasione di Smart City Exhibition, da cui è nata la pubblicazione dal titolo “La Smart City al servizio del cittadino. La Call for papers di smart city exhibition 2013”.

Il progetto*

Il paper propone un modello teorico di ottimizzazione dei flussi di alimenti trasportati da veicoli elettrici e la localizzazione delle stazioni di ricarica, usando come caso di studio il Parco Agricolo della Piana di Firenze. Questo, pur essendo stato “urbanizzato” negli ultimi anni, resta un’area prevalentemente agricola caratterizzata dalla presenza di siti di valore sia ambientale che storico. Il Parco è inoltre in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale di oltre 42.000 persone, che seguano una dieta prettamente vegetariana. E’ quindi dal punto di vista economico, un’area dal forte potenziale, che può presentarsi come piccolo centro di sviluppo locale.

Nel modello si è ipotizzata una nuova rete stradale, maggiormente connessa e con una drastica diminuzione di traffico,  senza alterare la natura originaria dei collegamenti, che individua il Centro Alimentare Polivalente – Mercafir, al 60% di partecipazione pubblica, come punto di partenza e destinazione di tutti i flussi merci. La presenza di un’amministrazione come quella del Comune di Firenze rende il modello facilmente proponibile, in quanto sarebbe l’amministrazione stessa interessata alla sua applicazione in un’ottica di sviluppo smart.

Nella localizzazione dei punti per il posizionamento delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici, sono stati valutati tutti i percorsi possibili carrabili interni al parco. Ne è venuta fuori una rete che permette di accedere alle stazioni da qualsiasi strada della Piana, con facilità e rapidità, in un raggio di 5km. Le stazioni all’interno del Parco così pensate sono facilmente raggiungibili anche da tutti i lavoratori e abitanti della Piana che utilizzano veicoli come auto, trattori e veicoli merci elettrici.

Si evidenzia che non si prevede la creazione di una nuova rete elettrica, ma semplicemente la regolazione dei flussi elettrici da parte di un server applicato alla rete elettrica esistente.

Il modello matematico applicato al Parco è universale. Grazie ad esso, per qualsiasi parco agricolo o associazione di agricoltori, è possibile ottimizzare la rete e i flussi ad essa collegati, utilizzando veicoli elettrici anche in territori extraurbani, rendendo complementare l’uso di tali mezzi, sinora impiegati quasi esclusivamente in ambito urbano.

FONTE: Forum PA

AUTORE: Dario Emanuele, dottore in architettura – progettazione urbana

GREEM MOBILITY

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