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Limiti di emissioni carbone: regole in mano all’industria?

lentepubblica.it • 13 Marzo 2015
carbone co2L’Unione Europea ha oggi un’opportunità straordinaria, che capita una volta ogni dieci anni. Deve mettere mano ai limiti di emissione delle centrali a carbone negli stati membri e può quindi tentare di abbattere emissioni tossiche responsabili ogni anno della morte di migliaia di persone.

Fantastico, certamente avremo norme stringenti e limiti più severi, penserete. Invece no, rischiamo che la maggior parte delle centrali esistenti siano autorizzate a inquinare molto più di quanto farebbero se adottassero le migliori tecnologie disponibili per l’abbattimento delle emissioni. Gli standard di emissione europei sarebbero molto meno severi di quelli adottati in Cina, Giappone e Stati Uniti.

Com’è possibile tutto questo? Greenpeace lo ha scoperto e lo documenta nel rapporto “Smoke & Mirrors”: in pratica l’intero processo di aggiornamento di questi limiti è nelle mani dell’industria del carbone. Almeno 46 rappresentanti nelle delegazioni governative sono lobbisti dei colossi energetici, da aggiungersi ai 137 rappresentanti ufficiali del mondo dell’industria, anch’essi inclusi nel processo.

Siamo preoccupati. L’inquinamento atmosferico prodotto dalle centrali a carbone ha causato, nel 2010, 22.300 morti premature in Europa e ha contribuito ad aggravare la diffusione e l’incidenza di patologie asmatiche oltre che ad aumentare i livelli di concentrazione del mercurio nel sangue dei bambini nati nel vecchio continente.

Non è possibile che a scrivere le regole siano le stesse aziende che dovranno sottostare a queste norme.

Sette delegazioni nazionali – Polonia, Repubblica Ceca, Grecia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna – sono responsabili della maggior parte dei contributi tesi ad indebolire i parametri di inquinamento. L’Italia ha avuto sin qui un comportamento debole, non avendo mostrato capacità di promuovere limiti ambiziosi per il contenimento dell’inquinamento; si è piuttosto opposta a limiti più stringenti per gli ossidi di azoto, e ha lavorato per indebolire l’aggiornamento di quelli relativi alle emissioni di particolato e mercurio.

L’Europa sta offrendo l’occasione ai grandi inquinatori di decidere in prima persona quante sostanze tossiche e cancerogene potranno emettere in atmosfera. Se questo processo non fosse immediatamente corretto, le nostre centrali a carbone saranno ben peggiori di quelle degli stati più all’avanguardia, causando molti più danni alla nostra salute.

 

 

 

Consulta il documento in allegato: Smoke_Mirrors_brief_def

 

 

 

FONTE: Greenpeace Italia

 

 

 

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