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Presentato il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

lentepubblica.it • 15 Maggio 2015

bolognaLe comunità dell’energia conferenza internazionale con esperienze di successo dove cittadini, cooperative e imprese sono protagonisti di una rivoluzione energetica dal basso.

 

Oggi è possibile spingere lo sviluppo delle fonti rinnovabili oltre i risultati straordinari di questi anni (38% di energia da fonti rispetto ai consumi e primo Paese al mondo per contributo del solare), valorizzando appieno i vantaggi di una produzione locale e pulita che questi impianti possono portare al sistema energetico. Ma la sfida è diversa dal passato, l’obiettivo che occorre porsi è infatti quello di sostenere e agevolare tutti coloro che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica e termica di cui hanno bisogno, di spingere i progetti che permettono a famiglie, imprese, distretti produttivi e condomini di produrre e scambiare energia con moderne smart grid, sistemi di accumulo, impianti efficienti.

 

I protagonisti di questa innovazione energetica si sono confrontati oggi a Pesaro, nell’ambito di una Conferenza internazionale dal titolo Le comunità dell’energia, organizzata da Legambiente, Comune di Pesaro e Provincia di Pesaro e Urbino. Tante le esperienze che hanno permesso di comprendere come l’energia oggi possa diventare una chiave per valorizzare nei territori le risorse e le vocazioni presenti, rispondere alla domanda di elettricità e calore attraverso impianti da fonti rinnovabili: dalla Scozia, dove comunità di cittadini sono riuscite a diventare autonome grazie alle fonti rinnovabili, con vantaggi per i territori, raccontati da Georgy Davis (Community Energy Scotland), alla Germania, con Thomas Madry che ha raccontato il piano del Distretto di Marburg-Biedenkopf, di cui è direttore, per diventare al 100% rinnovabile nel 2040. Ma anche tante esperienze italiane di cooperative energetiche, imprese e enti Locali che stanno promuovendo investimenti in questa direzione.

 

Sono intervenuti anche Hanspeter Fuchs e Rudi Rienzner (rispettivamente Presidente e Amministratore delegato della SEV, Unione Energia dell’Alto Adige), Alberto Bellini (Assessore all’ambiente del Comune di Forlì), Stefano Arvati (Presidente di Renovo), Gabriele Nicolis (Responsabile marketing e sviluppo di ForGreen spa), Luca Tesone (Presidente di Solis), Michela Nodale (Consiglio di amministrazione della SECAB, società elettrica cooperativa dell’Alto Bût), Enrico Loccioni (Presidente Gruppo Loccioni Energy), Vittorio Cogliati Dezza (Presidente nazionale Legambiente), Adriano Maroni (Menowatt), Paolo Mengucci (Mengucci Costruzioni), Alighiero Omicioli (Megas.net), Mauro Tiviroli (Marche Multiservizi).

 

La conferenza è stata l’occasione per presentare Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili di Legambiente, con l’obiettivo di valorizzare i vantaggi che l’autoproduzione da fonti rinnovabili e un sistema distribuito possono portare nei territori. Le prime adesioni sono state quelle del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini e del sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Il Manifesto chiede di scegliere in Italia la strada dell’innovazione eliminando tutte le barriere esistenti all’autoproduzione e alla vendita di energia da fonti rinnovabili, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e aiutando le amministrazioni pubbliche a promuovere interventi che vanno nella direzione di territori al 100% rinnovabili. L’obiettivo è infatti quello di avere una generazione distribuita fatta di prosumer, ossia di case e edifici che siano produttori-consumatori, perché in questo modo si può beneficiare appieno di un sistema che premia chi risparmia energia, chi la autoproduce (da impianti solari e eolici, da biomasse e geotermici, mini idroelettrici) e chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell’accumulo.

 

Le ricerche dimostrano come questo tipo di soluzioni e gestioni innovative siano già competitive in diverse applicazioni in campo in Italia e in Europa, e se saremo capaci di accompagnare questi processi con interventi mirati a ridurre i costi di realizzazione – in parallelo con le riduzioni dei costi che stanno avvenendo per le tecnologie – si potranno aprire possibilità inedite e straordinarie nel mondo, che non parlano solo di energia, ma di migliore qualità della vita per le persone e di speranza per il clima.

 

“Partiamo da Pesaro con il lancio del Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – per costruire una campagna che coinvolgerà Sindaci di tutta Italia per spingere un cambiamento che non guarda solo all’Italia ma al mondo, alla sfida che tutti abbiamo davanti per fermare i cambiamenti climatici e dare una speranza di sviluppo fuori da un sistema incentrato sulle fonti fossili. Siamo infatti convinti che questa sia oggi la strada più efficace e praticabile per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica”.

 

“Risparmiare dal punto di vista energetico – dicono il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini ed il sindaco di Pesaro Matteo Ricci – è un’esigenza ormai sentita in sia ambito pubblico che privato. Crediamo che i territori siano maturi per un salto di qualità: l’autoproduzione da fonti rinnovabili va incentivata e accompagnata, viste anche le risorse economiche messe in campo dall’Unione europea. Nelle nostre realtà stiamo attuando strategie legate all’efficientamento energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili, più sindaci aderiranno al manifesto, più sarà possibile incidere per abbattere le barriere normative e burocratiche ancora presenti”.

 

“La nostra decisione di sostenere attivamente il manifesto, nasce dalla nostra stessa vocazione industriale”, spiega Stefano Arvati, Presidente di Renovo. “Noi ci occupiamo di realizzare progetti integrati per la valorizzazione delle risorse energetiche rinnovabili, attraverso un approccio globale che sviluppi ogni asset locale, da quello dell’autoconsumo energetico fino a quello occupazionale. Proprio per la nostra radicata presenza sul territorio, siamo ben consapevoli dell’apporto fondamentale delle Amministrazioni comunali, nostri interlocutori principali, nello sviluppo delle energie rinnovabili, ma tutti sappiamo che per raggiungere una loro reale affermazione c’è bisogno di un vero e proprio cambiamento normativo che faciliti questo processo”.

 

Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano e gli impianti di questo tipo sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali. Ma per continuare in questa direzione occorre intervenire sulle barriere che impediscono di cogliere appieno i vantaggi di questa prospettiva, a partire dalla riduzione dei 51 miliardi di bolletta energetica italiana spesi per importare fonti fossili, per aiutare famiglie e imprese a risparmiare e prodursi da soli l’elettricità e il calore di cui hanno bisogno, per ridurre inquinamento e emissioni di gas serra, creando lavoro nel campo della gestione e manutenzione, muovendo investimenti in ricerca e in una innovazione che oggi ha al centro sistemi di accumulo e di gestione dell’energia attraverso smart grid e applicazioni nella mobilità elettrica.

 

Il Manifesto propone in particolare di muovere cambiamenti che guardano in quattro direzioni.

 

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni. Dando la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

 

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale. Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1MW.

 

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini, dove vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

 

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese. Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodurre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.

Fonte: Legambiente
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