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“Monchio comunità sostenibile”, così la montagna costruisce un futuro verde

lentepubblica.it • 2 Aprile 2014

Teleriscaldamento, cogenerazione, tutela della risorsa forestale: un progetto da 1,1 milioni di euro nel Comune dell’appennino parmense.

Tornare a puntare sulla valorizzazione delle antiche risorse della montagna per garantire alle comunità un futuro più ricco e soprattutto sostenibile. È quello che sta cercando di fare il Comune di Monchio, nella parmense Val Cedra, nell’appennino tosco-emiliano. Da qualche tempo è stato avviato, grazie a un investimento di circa 1,1 milioni di euro  (dei quali 600mila ricevuti dal contributo del Dup regionale e 500mila del Comune), il progetto “Monchio comunità sostenibile”.
Questi, in sintesi, i punti chiave del progetto:

Questi, in sintesi, i punti chiave del progetto:

Estensione della rete di teleriscaldamento realizzata nel 2010, fino al collegamento della sede del Municipio, consentendo anche l’allaccio di utenze private poste lungo il percorso; in questo modo si offre un servizio pubblico alla popolazione residente che può fruire di una forma di riscaldamento più economica, più sicura e più pulita;

Installazione di un impianto di cogenerazione di tipo ORC da 100 kW elettrici, prodotti utilizzando il residuo termico della rete di teleriscaldamento collegata alla caldaia alimentata a biomassa forestale attiva dal 2010.L’impianto consente il pieno utilizzo della caldaia e la produzione di energia da fonti rinnovabili da immettere nella rete GSE. La potenza massima della caldaia è di 928 kW ed è servita al riscaldamento di alcuni edifici pubblici del capoluogo (scuola primaria e secondaria, palestra, casa protetta, sede del Parco Regionale). L’obiettivo era da un lato il risparmio per l’Amministrazione sulla bolletta termica e dall’altro la valorizzazione economica della biomassa  su piccola e piccolissima scala.

Realizzazione delle opere connesse necessarie a una gestione efficiente sostenibile dell’impianto e della filiera forestale (realizzazione di una tettoia per lo stoccaggio del cippato, realizzazione di impianto fotovoltaico a tetto da 12 kW per l’alimentazione della caldaia).

Ad oggi la rete di teleriscaldamento è sostanzialmente ultimata e sono in corso l’allaccio e il collaudo delle utenze; l’impianto di cogenerazione e il fotovoltaico sono stati messi in funzione a fine dicembre 2012. Complessivamente tutto è stato realizzato in un semestre.

Le risorse provenienti dalla vendita al GSE dell’energia elettrica verranno reinvestite nel territorio per finanziare il recupero e la gestione sostenibile dei castagneti, attraverso un contratto pluriennale di fornitura di biomassa che preveda impegni precisi del fornitore rispetto all’ approvvigionamento.

Nel 2010 il Comune ha già realizzato un impianto fotovoltaico pubblico da 993 kW, che ha prodotto a oggi oltre 2,2 milioni di kWh,  garantendo idealmente la totale copertura del fabbisogno energetico delle utenze comunali, oltre al risparmio di 600 tonnellate di CO2 annuali immesse nell’atmosfera. Nel 2010 è entrata in funzione anche una caldaia con potenza massima di 928 kW alimentata a biomassa forestale per il riscaldamento di alcuni edifici pubblici del capoluogo (scuola primaria e secondaria, palestra, casa protetta, sede del Parco Regionale). L’obiettivo era da un lato il risparmio per l’Amministrazione sulla bolletta termica e dall’altro la valorizzazione economica della biomassa  su piccola e piccolissima scala.

Il commento della vicepresidente della Regione

“Non solo un buon esempio, ma un punto di riferimento per tutto il sistema dell’Appennino”. Così la vice presidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera definisce “Monchio comunità sostenibile”, progetto con il quale il Comune della Val Cedra continua il suo impegno per valorizzare la risorsa montagna: creando intorno ad essa un circuito virtuoso con ricadute importanti per il territorio, in chiave economico-produttiva, sociale e fisico-ambientale.

“Si pensa al futuro. Si pensa ai problemi cronici del territorio e a come riuscire a dare una soluzione. Si è affrontato un problema di conservazione dell’ambiente cercando di offrire una buona possibilità di vita. Si usano le risorse del territorio ma attraverso una loro valorizzazione e cura, non esaurendole ma facendo sì che si riproducano”, osserva la vice presidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera, che ha sottolineato in positivo l’idea del “sistema di comunità”. “Un sistema che coinvolge tutti gli attori del territorio, a salvaguardia della comunità e del suo sviluppo, e nel quale il pubblico regge saldamente in mano le fila dell’intero processo. Vogliamo accompagnare Monchio in questo progetto e nelle sue evoluzioni, perché pensiamo che abbia scelto la strada giusta. Come Regione – aggiunge Saliera – guardiamo con grande attenzione a questo progetto, con il  pubblico che si fa imprenditore per la comunità e con la comunità che partecipa. E vorremmo far sì che queste esperienze potessero essere punti di riferimento non solo locali ma per un sistema dell’Appennino, cercando anche di far capire al nostro governo che le azioni per il nostro Appennino si possono fare”.

Gli altri partner del progetto

“Un esempio concreto, una buona pratica. E la testimonianza che si può credere ancora in uno sviluppo della montagna. Questo non cancella le difficoltà che certo conosciamo, ma dimostra che si può lavorare per uno sviluppo possibile e sostenibile -, ha commentato il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, ricordando che “la Provincia di Parma ha da molti anni investito sulla montagna. Ma non per solidarismo: perché crediamo che il territorio si sviluppi solo se c’è un disegno e una visione d’insieme”.

“La comunità di Monchio delle Corti – spiega il sindaco di Monchio, Claudio Moretti – ha fatto una scelta precisa: quella di seguire nelle sue azioni una logica sociale. Abbiamo azzerato l’addizionale Irpef, mantenuto la tassa sugli immobili al minimo, investito i proventi del fotovoltaico in servizi sociali, come lo sgombro neve davanti alle case delle persone anziane e nella mensa scolastica a costi zero per le famigli dei nostri 50 bambini che, tra asilo elementari e medie, rappresentano la nostra popolazione scolastica su 1000 abitanti. Inoltre, grazie agli investimenti sull’energia alternativa, in paese è nata una operativa di giovani impegnati nella manutenzione del bosco e nella fornitura del cippato. Un capitale umano che ci auguriamo possa anche sviluppare al meglio la vocazione di turismo sostenibile che è nel DNA del nostro territorio”.

I punti forti dell’iniziativa? “Un comune imprenditore che ha saputo valutare e cogliere le opportunità esistenti e integrare diversi strumenti e canali di finanziamento. Strategie di lungo termine ma azioni rapide. Un’architettura istituzionale efficace”, dice Alessandro Daraio della Provincia di Parma, che ha affiancato il Comune di Monchio nel progetto e nei rapporti con la Regione.

Dunque energia pulita, riduzione delle emissioni di CO2, riduzione dell’inquinamento, impiego di fonti rinnovabili, creazione di condizioni favorevoli alla valorizzazione della montagna come risorsa: una risorsa da non abbandonare e sulla quale anzi continuare a puntare (come il territorio dimostra di voler fare anche con un’altra iniziativa collegata, “Appennino d’energia). Con ricadute importanti in chiave ovviamente ambientale, di tutela del paesaggio, di tutela delle risorse, ma anche sociale (si creano le condizioni per arrestare lo spopolamento), economica e occupazionale grazie al lavoro necessario alla fornitura della biomassa e alla valorizzazione dei castagneti. Il primo contratto di affidamento è stato aggiudicato alla neo-costituita Mgm società cooperativa.

La nuova impresa era stata avviata a luglio 2012 nell’ambito del Laboratorio per lo start-up di imprese di comunità attivato dalla Provincia e ricevendo un contributo in conto capitale di oltre 90mila euro per gli investimenti necessari per lo start-up. L’impresa ha iniziato a operare nella filiera forestale: ha scommesso sulle potenzialità del nuovo mercato, consentendo a giovani del posto di restare a lavorare nel proprio territorio o di tornarvi a risiedere.

“Ad oggi abbiamo messo in campo 6 persone – spiega il presidente della società Mgm Matteo Mavilla -. E 6 persone vuol dire 6 nuclei famigliari: numeri che per Monchio sono considerevoli. Sarà il tempo a dirci se siamo stati bravi: oggi siamo orgogliosi e contenti di quello che siamo riusciti a fare. Per ora partiamo stimolati e convinti che il buono che è stato fatto possa essere seguito da cose ancora migliori”.

FONTE: Regione Emilia Romagna

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