Greenpeace: settimana d’azione contro la pesca eccessiva

lentepubblica.it • 24 Novembre 2014

Si è appena conclusa la settimana d’azione di Greenpeace contro la pesca eccessiva.

Migliaia di cittadini e attivisti di oltre 20 Paesi di cinque continenti del mondo lanciano un allarme: la pesca eccessiva ci sta danneggiando, minaccia i nostri mari ma anche i nostri pescatori e le loro famiglie, perché senza pesci non c’è futuro.

Oggi oltre il 10 per cento delle popolazioni mondiali dipende dalla pesca per il proprio sostentamento ma recenti studi scientifici hanno evidenziato che il 90 per cento degli stock ittici mondiali è pienamente o eccessivamente sfruttato e serve pertanto stabilire dei limiti alla pesca e regole efficaci per garantire il recupero degli stock ittici ormai al collasso.

Tanti pescatori artigianali, le loro famiglie e le comunità costiere si sono uniti a Greenpeace per chiedere di ambiare rotta e dare un futuro alla piccola pesca. Tra questi anche tantipescatori artigianali delle marinerie toscane di Talamone, Santo Stefano e Marina di Grosseto, testimoni anche loro del declino che sta colpendo il mare e la loro stessa professione.

La settimana d’azione segue di pochi giorni il lancio del Rapporto “Monster Boats, flagello dei mari”, in cui abbiamo denunciato i venti mega pescherecci, che per dimensioni e metodi di pesca sono tra i più distruttivi della flotta europea che sfruttano eccessivamente le risorse marine ed esportando la pesca eccessiva in tutti i mari e gli oceani del mondo. Ma oltre al mare, ai fondali e alle risorse ittiche, questi mega pescherecci danneggiano anche i piccoli pescatori artigianaliche utilizzano metodi di pesca sostenibili e rappresentano la stragrande maggioranza della flotta peschereccia europea.

Spetta ora ai decisori politici e ai ministri della pesca dell’UE rispettare gli impegni presi e recentemente siglati dalla Riforma della Politica Comune della Pesca e garantire la fine dellapesca eccessiva e il sostegno ai pescatori che hanno un basso impatto sull’ambiente.

Eliminare i pescherecci più distruttivi è un primo indispensabile passo, perché senza pesci e mari sani, non c’è nessun futuro neanche per la pesca e per i pescatori.

 

 

FONTE: Greenpeace Italia

 

 

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